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La Regione: "revoca della borsa di studio universitaria a chi è condannato definitivamente"

Protestano gli studenti

Immagine di repertorio

La borsa di studio universitaria? Solo per gli studenti meritevoli e non per coloro che sono stati condannati per reati commessi o che hanno violato le norme in vigore negli atenei.

E' la proposta fatta dalla Regione Piemonte, in particolar modo da Lega e Fratelli d'Italia, e che ora dovrebbe essere deliberata dalla giunta regionale a metà giugno. Ovvero in tempo per renderla attuabile già per il prossimo bando, che dovrebbe essere redatto e pubblicato entro luglio.

Una proposta che parte dal presidente di E.di.s.u. (Ente per il diritto allo studio universitario) Piemonte, il leghista Alessandro Sciretti e poi supportata in Regione dall'assessore all'Istruzione, Elena Chiorino.

Nello specifico, la nuova norma prevederebbe la revoca delle borse di studio e di altri benefici erogati da Edisu Piemonte per chi ha subito condanne definitive o abbiano violato, come detto, le normative e i principi vigenti negli atenei piemontesi.

La proposta è stata già discussa ieri in un tavolo regionale, alla presenza dei comitati studenteschi. Comitati che hanno già palesato il loro totale disappunto alla nuova norma. E, di risposta, hanno invece chiesto sussidi per affitti, nuove connessioni wi-fi, device degni di tale nome per affrontare gli esami, abolizioni dei criteri di merito vista la pandemia in atto.

Ma se i passi in Regione sono dei "pro forma", non sarà lo stesso nel Cda di E.di.s.u., dove potrebbero mancare i numeri per approvare la nuova proposta.

"Vorrà dire che il bando verrà pubblicato in ritardo e gli studenti potranno giovare delle borse in netto ritardo. Almeno si saprà di chi sarà la colpa", taglia corto Sciretti.

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