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Sei utenti e due operatori positivi al coronavirus nel centro per disabili di Torino Lucento: "Impensabile non vaccinarli subito"

Protesta il presidente

E' polemica a Torino dopo che sei utenti e due operatori del centro residenziale per persone con disabilità di via Fiesole, gestito da Anffas Torino, sono risultati positivi al Covid-19 in base ai tamponi molecolari effettuati con urgenza tra martedì sera, 30 marzo 2021, e mercoledì mattina, 31 marzo 2021.

I tamponi, ora, saranno estesi anche a tutti gli atri utenti e operatori della struttura. 

Non ci sta Giancarlo D’Errico, presidente Anffas Torino: "Questo ennesimo dramma si poteva, anzi si doveva evitare. Ma vi immaginate l’angoscia che stanno vivendo queste persone, le loro famiglie, tutti gli altri ospiti e anche noi operatori? Vi immaginate cosa vorrebbe dire per un ragazzo autistico o per una ragazza down essere intubati in ospedale? E non voglio neanche pensare a esiti ancora più drammatici. Chiedo senza giri di parole a chi ha la responsabilità di rispondere, il presidente Cirio e l’assessore Icardi: vogliamo aspettare che la situazione peggiori ulteriormente per capire che vaccinare le persone con disabilità è una priorità assoluta? Anche più, con tutto il rispetto, degli studenti attesi dalla maturità?”.

E ogni riferimento alla richiesta di Cirio al generale Figliuolo non è puramente casuale.

“Sarei felicissimo se gli studenti potessero vaccinarsi - continua D’Errico - per sostenere la maturità in presenza, anche nelle nostre famiglie ci sono ragazzi e ragazze attesi da questo importante passaggio. Ma, ancora una volta, il problema è stabilire le priorità, perché c’è chi rischia di morire, senza vaccino. Genitori e figli che non si vedono da più di un anno, senza vaccino. Anzi, dirò di più: si tratta di rispettare le priorità già dettate dall’agenda vaccinale, dando la precedenza agli anziani e alle persone fragili. La Regione Piemonte, in ritardo e solo dopo le nostre pressanti sollecitazioni, aveva annunciato in pompa magna che da metà marzo sarebbero partite le vaccinazioni dei 6mila ospiti dei centri residenziali e diurni: ad oggi nelle tre strutture che noi gestiamo a Torino siamo fermi a zero. Neanche gli operatori sono vaccinati, perché non sono considerati sanitari. E già allora avevamo segnalato che sono da vaccinare con urgenza anche le migliaia di persone con disabilità che non vivono in struttura e i loro caregiver familiari: su questo aspetto continua un silenzio assordante. Chiedo ancora una volta: cosa stiamo aspettando?”

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