Mascherine obbligatorie questo fine settimana anche all'aperto, ma solo nei centri abitati

Che cosa prevede la nuova ordinanza

Immagine di repertorio

Da venerdì 29 maggio fino alla mezzanotte di martedì 2 giugno 2020, salvo diverse regolamentazioni dei sindaci relative al proprio territorio comunale, sarà obbligatorio l’uso della mascherina in tutti i luoghi pubblici all’aperto del territorio regionale, ma solo all’interno dei centri abitati e nelle aree commerciali. Lo ha stabilito il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che oggi, mercoledì 27 maggio, ha diramato un'apposita ordinanza in materia.

L’obbligo non sarà valido per i bambini di età inferiore a sei anni, per i soggetti con forme di disabilità o con patologie non compatibili con l’uso continuativo dei dispositivi di protezione individuale. Non sarà, inoltre, obbligatorio indossare la mascherina mentre si pratica attività sportiva e motoria.

Per quanto riguarda, invece, le attività di ristorazione, continuano a essere valide negli esercizi pubblici di somministrazione alimenti le prescrizioni previste dalle linee guida del protocollo nazionale siglato tra Regioni e Governo. Pertanto l’uso della mascherina non è obbligatorio per chi siede ai tavoli di un locale, sia all’interno che all’esterno nei déhors.

In sostanza, per fare un esempio, se si va nel parco della propria città bisognerà indossare la mascherina, mentre se si va a fare una passeggiata in un bosco questo non sarà necessario, a meno che la situazione di assembramento non lo richieda. Coloro che verranno trovati senza mascherina senza valido motivo potranno venire multati, come per le altre infrazioni di provvedimenti dell'autorità, di almeno 400 euro.

"Di concerto con le prefetture - spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio -, alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi con la movida e durante il passaggio delle Frecce Tricolori, abbiamo ritenuto necessario un irrigidimento delle norme di uso della mascherina all’aperto in vista del weekend lungo del 2 giugno. Una precauzione per non vanificare questi mesi di sacrificio e per ricordare a ognuno di noi che, oggi più che mai, i nostri comportamenti sono fondamentali per impedire alla curva del contagio di tornare a crescere".

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