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Negli ospedali di Rivoli e Susa, la protesi d'anca viene inserita "ad accesso anteriore": guarigione più rapida

Intervento innovativo

Una nuova tecnica per impiantare la protesi d'anca è stata introdotta in questi giorni negli ospedali di Rivoli e Susa.

Il nuovo metodo, ad accesso anteriore, usato dalle équipes dirette dal dottor Aniello Arbucci, direttore della struttura complessa di Ortopedia a Rivoli, comporta notevoli vantaggi per il paziente: una via anatomica, mini invasiva e “tissue sparing", ovvero che non seziona tendini o muscoli, con minor perdita ematica, riduzione del dolore post-operatorio e un miglior recupero funzionale e nella riduzione del periodo di degenza.

L'innovativa tecnica può essere utilizzata sia in caso di impianto di protesi totali d’anca, su coxartrosi o su frattura nei pazienti giovani, sia in caso di protesi parziali, per frattura del collo del femore nei pazienti più anziani.

A differenza della via d’accesso classica, quella anteriore consente inoltre di valutare nei pazienti più giovani se necessario l’impianto di due protesi contemporaneamente, con vantaggi non indifferenti anche relativamente ai tempi di recupero.

Nei due ospedali di Rivoli e Susa, dove la nuova tecnica è già stata applicata in questi giorni sui primi pazienti, vengono eseguiti circa 250 impianti di protesica d’anca l’anno.

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