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Immagine di repertorio

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Il parroco sfida lo Stato: "La multa per la partita di calcetto in oratorio non la pago, viola i Patti Lateranensi"

Sanzione "anti covid"

Può una partita di calcio a cinque, in oratorio, trasformarsi in una battaglia di carattere legale e, addirittura, a una disputa diplomatica fra due Stati?

Quella che sembrerebbe una storia di un film è invece realmente accaduta a inizio dicembre 2020 a Chivasso, più precisamente all'interno del rettangolo verde dell'oratorio Beato Angelo Carletti, in via Don Dublino 12. 

Ovvero dove il parroco, don Davide Smiderle, ha deciso di far giocare a pallone i ragazzi presenti in oratorio durante l'intervallo del catechismo. Ma qualcuno ha visto la scena e ha chiamato gli agenti della polizia locale. 

I civich, dopo un primo ammonimento, al secondo passaggio hanno dovuto sanzionare il parroco con 373 euro per violazione delle normative "anti Covid", visto che all'epoca gli sport da contatto erano vietati. 

E qui inizia la seconda parte della storia, visto che don Smiderle quella multa non vuole proprio pagarla. Il motivo? Secondo lui, infatti, in un oratorio non può valere un Dpcm, invocando i Patti Lateranensi, ovvero gli accordi sottoscritti nel 1929 tra l'allora Regno d'Italia e la Santa Sede e successivamente revisionati nel 1984 tra l'Italia e il Vaticano e ancora oggi vigenti. 

Il parroco ha così deciso di affidarsi all'avvocato Alexander Boraso, scrivendo al prefetto, ricordando allo stesso come i Patti Lateranensi siano superiori a qualsiasi Dpcm e a qualsiasi multa elevata dalle forze dell'ordine o dalla polizia municipale.

Ora non resta che aspettare e vedere chi vincerà la partita fra don Smiderle e lo Stato italiano. 

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