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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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Collegno (e non solo) dice addio a Maurizio, simbolo della lotta alla Sla

Aveva solamente 50 anni

Per quattordici lunghi anni ha dovuto combattere con una malattia dal nome conosciuto ma che al momento non ha una cura che possa rallentarla o debellarla: la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica.

Maurizio Motta, elettricista di Collegno grandissimo tifoso della Juventus, in questi anni è diventato uno dei tanti simboli della lotta a questa malattia. 

E lo ha fatto scrivendo due libri: "Solo con gli occhi", in cui ha raccontato come fossero importanti i suoi occhi. Anzi, a dirla tutta, come fossero "fondamentali", come lui stesso ha scritto nel libro. Poi con "L'astronave di Maurizio", una serie di racconti fantasiosi di cui andava fiero e orgoglioso. 

Scriveva con gli occhi Maurizio. Parlava con gli occhi Maurizio. Era vivo attraverso gli occhi Maurizio. Almeno fino a domenica, quando ha lasciato tutti più soli, all'età di 50 anni, a partire da sua moglie Barbara, che gli è sempre stato accanto, fino all'ultimo istante. 

Negli ultimi mesi, purtroppo, di rado Maurizio si collegava ai social, dove era solito dialogare, interagire con gli amici.  

"Per tanti anni hai combattuto come un leone una battaglia che stavi inesorabilmente perdendo, sempre con coraggio ma anche con il sorriso e una dignità unici. Mi piace pensare che ora, lasciato il tuo corpo ormai da tanto tempo inutilizzabile, tu sia di nuovo e finalmente libero", scrive un amico. "Se esiste un paradiso tu sarai li, l'inferno lo hai gia vissuto qui sulla terra". "Voglio solo dire che ha combattuto la sua battaglia credendo fortemente nella vita. Un esempio per chi la vita la tratta con leggerezza e superficialità. Lui che aveva solo i suoi occhi per comunicare con il mondo é stato capace di usare la fantasia per camminare in un mondo a volte incapace di muoversi nella direzione giusta", questi altri ricordi apparsi su Facebook.

Domani, mercoledì 1 dicembre 2021, alle 9, nella chiesa Madonna dei Poveri di Collegno, i funerali.

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