Venerdì, 24 Settembre 2021
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Torino piange la morte di Cesare Salvadori, olimpionico nella scherma e grande tifoso del Toro

Aveva 79 anni

Uomo di sport, medagliato olimpico, leggenda della scherma italiana, grande cuore granata.

Si può riassumere così Cesare Salvadori, morto ieri, domenica 8 agosto 2021, nella sua Torino, dove era nato 79 anni fa, il 22 settembre 1941. Una morte arrivata proprio nel giorno in cui si sono concluse le Olimpiadi a Tokyo. Quelle Olimpiadi che avevano visto protagonista Salvadori nel corso della sua vita sportiva. 

E' stato infatti oro a squadre - come riserva - alle Olimpiadi di Monaco 1972, e argento, sempre a squadre, a Tokyo 1964 e a Città del Messico 1968. 

Nel 2015 aveva ricevuto il Collare d'oro al merito sportivo. Dal 2013 al 2017 è stato presidente della Fondazione Filadelfia, dando la svolta nel futuro dello stesso Filadelfia, che proprio nel 2017 è tornato a splendere dopo anni di oblio. 

E' stato anche presidente del comitato organizzatore dei Mondiali di scherma del 2006.

Il ricordo della Federscherma

"Un’icona dello sport che se ne va, e visto lo spessore del personaggio non può essere un semplice “modo di dire”. Cesare Salvadori, olimpionico della scherma e sportivo poliedrico conosciuto e apprezzato ben oltre la pedana, è scomparso ieri, nel giorno in cui calava il sipario sui Giochi di Tokyo 2020, lasciando un ricordo che accomuna in una rispettosa tristezza chiunque ne abbia apprezzato le doti umane oltre che la storia pluridecorata.

Avrebbe compiuto 80 anni a settembre, non ha fatto in tempo, e però alla memoria dello sport e dei suoi appassionati ha consegnato moltissimo con le proprie gesta nella sciabola, l’arma della sua vita che cominciò a praticare per caso, “colpa – raccontò – di un portaombrelli rotto e di un vecchio ungherese giramondo, Janos Kevej”.

Proprio a Tokyo, nell’Olimpiade del 1964, fu per la prima volta argento con la squadra degli sciabolatori insieme a Giampaolo Calanchini, Wladimiro Calarese, Pierluigi Chicca e Mauro Ravagnan, risultato bissato quattro anni dopo, con il secondo posto di Città del Messico 1968 (con lui, Wladimiro Calarese, Pierluigi Chicca, Michele Maffei e Rolando Rigoli), prima dell’oro di Monaco 1972, in formazione con Michele Maffei, Mario Aldo Montano, Mario Tullio Montano e Rolando Rigoli. Insignito dal CONI del Collare d’oro al merito sportivo del 2015, il nome di Cesare Salvadori è rimasto legato anche alla ricostruzione del Filadelfia, lo stadio del Grande Torino. Tifosissimo dei granata, dal 2013 al 2017 ha presieduto proprio la Fondazione Filadelfia, incarico lasciato dopo la ricostruzione e l’inaugurazione dell’impianto. A chi gli ha voluto bene, l’abbraccio commosso di tutta la famiglia della Scherma italiana. 

Il ricordo della sindaca Appendino e del Torino FC

Anche la sindaca Chiara Appendino ha voluto ricordare Cesare Salvadori: "Campione olimpico e uomo che ha fatto tanto per lo sport a Torino, anche da Presidente della Fondazione Filadelfia. Ai suoi cari e a tutto il mondo Toro, le condoglianze mie e della Città".

Così come il presidente del Torino FC, Urbano Cairo: "Unitamente al Consiglio di Amministrazione, ai dirigenti, ai dipendenti, ai collaboratori, agli allenatori, ai calciatori e al settore giovanile del Torino Football Club - profondamente addolorati per la triste notizia, esprimiamo il cordoglio e la vicinanza alla famiglia Salvadori per la scomparsa di Cesare, medaglia d'oro olimpica, dirigente d'azienda, apprezzato Presidente della Fondazione Filadelfia, da sempre grande e appassionato tifoso granata".

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