Martedì, 27 Luglio 2021
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Maria, fuggita dall'Iran da perseguitata perché voleva cambiare sesso: ora si sta laureando al Politecnico

Grazie al’associazione Quore, alla cooperativa Babel e al Cidigem ora è una rifugiata

Immagine di repertorio

Dopo la storia di Naomi, la 20enne di Venaria Reale che ha paventato l'idea di andarsene dalla città della Reggia per via dei continui insulti perché transgender, da Torino arriva una storia a lieto fine di un'altra ragazza transgender, che chiameremo Maria, studentessa universitaria arrivata in Italia dall’Iran nell’agosto del 2019 grazie un visto per studenti che non aveva ancora iniziato il suo percorso di transizione. 

Passano pochi mesi e ad ottobre dello stesso anno contatta lo sportello dell’associazione Maurice Glbtq di Torino, che si occupa di sostegno e accompagnamento di persone transessuali/transgender.

Ed è in questa circostanza che racconta come in Iran i diritti delle persone Lgbtqi+ non vengono rispettati, scoprendo come possa chiedere asilo in Italia per ottenere lo status di rifugiata. 

Grazie al’associazione Quore, promotrice del progetto To Housing, che si occupa di dare ospitalità a persone Lgbtqi+ in forte difficoltà, Maria trova nella cooperativa Babel un punto di riferimento - con quest'ultima che le ha dato una mano nella gestione della domanda di asilo - alla pari del Cidigem (Centro Interdipartimentale Disturbi Identità di Genere).

A febbraio 2020, Maria è a tutti gli effetti rifugiata, potendo così iniziare a studiare la lingua italiana, iscrivendosi poi ad Ingegneria meccanica del Politecnico di Torino e svolgere un tirocinio in una libreria di Torino.

"Maria è fuggita da un paese che uccide le persone Lgbtqi+ e le costringe a vivere come i/le peggiori criminali. La storia di Maria è l’emblema del percorso di accoglienza che vorremmo, un percorso che deve tenere in considerazione la storia e le esigenze personali di ogni singolo individuo. La nostra collaborazione che va avanti da anni si fonda proprio su questo assunto, mettere insieme le diverse competenze per sostenere e aiutare le persone ad esprimere loro stesse e a superare le difficoltà dello sradicamento dal loro paese, dalla loro famiglia, dai loro affetti anche quando sono carnefici. Babel e Quore collaborano sul progetto To Housing e su tante altre iniziative a partire dal presupposto che i diritti o sono per tutti o non sono diritti, e noi in un paese senza diritti non vogliamo vivere" dichiarano Roberto Forte, presidente di Babel e Alessandro Battaglia, presidente dell’associazione Quore.

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