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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Nubi nere sul futuro di Carrefour: via al licenziamento collettivo anche a Nichelino, Grugliasco, Rivalta e Moncalieri

Piano di dismissione di alcuni negozi: l'accusa della Fisascat Cisl e possibili scioperi in vista

Si prospetta un periodo nero per i lavoratori di Carrefour in tutta Italia. E anche in Piemonte, e in particolar modo nella provincia di Torino, la situazione è sotto l'attento controllo della Fisascat Cisl, visto che la multinazionale francese della grande distribuzione organizzata ha formalizzato ai sindacati la procedura di licenziamento collettivo a partire dal 2022.

Secondo i dati forniti dallo stesso sindacato, sarebbero 769 i lavoratori coinvolti dal licenziamento collettivo e che riguardano nove regioni: Valle D’Aosta, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna.

Sono 261 gli esuberi in 27 Ipermercati, 313 in 67 market, 168 in 10 cash&carry e 168 posti di lavoro presso le sedi amministrative di Milano, Roma, Airola, Napoli e le città dell'area metropolitana torinese di Nichelino, Grugliasco, Rivalta e Moncalieri. Nel Piano c'è anche la dismissione di 106 negozi della rete vendita diretta, di cui 82 Express e 24 Market, con il trasferimento a terzi imprenditori della rete in franchising.

Stante quanto precisato in una nota da Carrefour, come divulgato da Fisascat Cisl, "I motivi alla base della situazione di eccedenza sono da individuarsi nella grave situazione economico gestionale. Il complessivo calo del fatturato e dei clienti da un lato, e l’incidenza del costo del lavoro dall’altro, hanno determinato una situazione di grave squilibrio che ormai non è più sostenibile e costringe la società ad un intervento strutturale volto a riequilibrare il rapporto tra personale e fatturato”.

Per il segretario generale Fisascat Cisl, Vincenzo Dell’Orefice, "questa strada non è percorribile. Non possiamo accettare un confronto con l'azienda finalizzato unicamente a consentire licenziamenti e cessioni di negozi a terzi. Carrefour Italia deve integrare il proprio piano d’azione con delle parti relative alla prospettiva futura della rete a gestione diretta in Italia. Con un dettagliato piano di investimenti sulla rete commerciale fisica, che presenta, in moltissimi casi, difetti strutturali che rendono sempre meno fruibili i punti di vendita e che, sovente, finiscono per allontanare la clientela dal marchio. Il passo successivo dovrà essere quello di focalizzarci sull'ipermercato, che deve essere rilanciato se davvero l'azienda ha voglia di rimanere in Italia. E se dove essere confermato, allora c'è bisogno di definire un protocollo sulle condizioni di lavoro e di trattamento del personale dipendente impiegato nel ramo franchising e nelle attività terziarizzate. Noi vogliamo certezze anche per il dopo 2022, per verificare concretamente se gli interlocutori di parte aziendale abbiano realmente l’intenzione di operare fattivamente per la creazione di un equilibrio gestionale di medio periodo".

Non sono esclusi scioperi nelle prossime settimane. 

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