Soldi alle famiglie per andarsene, roghi e superamento: viaggio nei campi nomadi cittadini

Forti polemiche

Il campo di via Germagnano

Il superamento dei campi nomadi presenti a Torino è la sfida che da anni vogliono vincere Città di Torino e Regione. 

Per il momento, l’unico smantellato è stato quello di lungo Stura Lazio. A oggi, il più grande campo è quello di via Germagnano. 

In questi giorni, l’Amministrazione Comunale ha iniziato con la politica dell’incentivo: mille euro a famiglia per lasciarlo definitivamente. E le famiglie, complessivamente, sono 96. Un assegno che può servire per il loro ritorno in patria, con un mezzo a loro piacere, o come aiuto per l’affitto di un appartamento in Italia, Torino compresa.

L’Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi) reputa questo progetto fallimentare. E lo dice dopo che alcuni abitanti del campo hanno definito questa somma “niente per abbattere la baracca e andarcene da Torino, noi abitiamo qui da anni, Torino è la nostra città”.   

A cinque famiglie croate è stata offerta la possibilità di trasferirsi in uno spazio libero che li potrebbe accogliere ampiamente nell’area di sosta comunale di strada Aeroporto - che non verrà smantellata a breve - ma queste famiglie hanno immediatamente rifiutato.

“Ovviamente la maggior parte delle famiglie chiede la sistemazione in appartamento, altri in un terreno o un cascinale su cui sistemarsi con i parenti. Ma il Comune in questo frangente non offre risposte in tal senso”, dichiara Carla Osella, presidente nazionale Aizo.

L’associazione ben comprende come sia difficile risolvere la situazione, sottolineando come in passato 45 famiglie rom bosniache abbiano occupato abusivamente appartamenti. In alcuni casi con gravi difficoltà di ambientamento e di relazione con il vicinato. In altri casi, invece, le famiglie riescono a sostenere autonomamente il costo delle utenze elettriche.  “L’occupazione è un’azione scorretta perché fatta impropriamente e violando la legge. E’ un indicatore su cui provare a centrare l’obiettivo di una più prossima possibile politica di vera interazione abitativa e sociale e generante una cittadinanza consapevole e attiva, sostenendo entrambe le parti. Bisogna individuare delle soluzioni. Come percorsi differenziati, cascine dismesse, appartamenti, terreni privati, politiche di sostegno per il rientro nel Paese di origine ma in collaborazione con lo stesso”. 

Augusta Montaruli, onorevole di Fratelli d’Italia, contesta la somma concessa: “I torinesi sono rovinati a causa del Covid e il Comune di Torino cosa fa? Destina mille euro a ogni famiglia rom quale buonuscita dal campo di via Germagnano. E’ l’ennesima dimostrazione che la politica 5 Stelle tende a ricompensare chi delinque, facendo aumentare il fenomeno delle occupazioni abusive”.

Il campo di Strada dell’Aeroporto, dove i roghi creano disagi ai cittadini 

Fino a prima del lockdown, se non era tutti i giorni, poco ci mancava. Non c’era infatti settimana che dalla tangenziale nord di Torino non si vedesse del fumo nero e le fiamme che provenivano dal campo nomadi di strada dell’Aeroporto a Torino, ai confini con la tangenziale e con la cittadina di Borgaro. 

La settimana scorsa il primo caso dopo mesi.  E il Comitato Barriera Lanzo, guidato da Memy Calza, lo sa bene: “La coltre di fumo nero dell’ultimo incendio, però, è stata fuori dalla norma. Visto che di norma dobbiamo parlare, purtroppo. Adesso, con il Coronavirus, la situazione era scemata. Però questo nuovo episodio fa tornare in tutti noi la paura. L’auspicio è che si tratti di un episodio isolato. Ma qui, in Barriera Lanzo, così come a Venaria e per chi si trova nella zona di via Lanzo a Borgaro, il rischio di non respirare dopo un incendio nel campo, è estremamente elevato. Ma abbiamo paura di passare queste settimane estive con le finestre chiuse. Come già accaduto negli anni precedenti”. 

Incendio strada Aeroporto-2

Il superamento di strada della Berlia, ai confini tra Torino e Collegno 

Il campo di Strada della Berlia è uno di quelli che l’assessore regionale alla Sicurezza, Fabrizio Ricca, ha spiegato come debba essere “superato” a breve giro di posta.

Un campo che ha un debito da 264mila euro con Smat e che in questi mesi è stato spesso al centro del dibattito politico nelle due cittadine. Soprattutto a Collegno. E, allo stesso tempo, è stato al centro del famoso rogo che ha portato alla chiusura e alla modifica della viabilità di corso Sacco e Vanzetti.

“L’assessore Ricca vuole il superamento ma non ha dato garanzie sulla disponibilità economica per condurre l’operazione”, precisa la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato, che ha già preannunciato un sopralluogo al campo e poi “un’azione congiunta con tutti gli enti coinvolti per gestire la delicata questione del ricollocamento dei nuclei familiari ancora presenti nell’area. Il campo è stato interessato negli anni da episodi che hanno minato la sicurezza pubblica e degli abitanti, compromettendo anche l’ambiente e la viabilità circostanti”.

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Torino Corso Sacco e Vanzetti 1-2

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