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I 125mila euro per cantare alle Atp Finals di Torino: le esose pretese di Bocelli, la sconfitta del Comitato organizzatore

Domenica l'inno di Mameli non verrà cantato dal noto tenore

Tutti i media lo avevano annunciato in pompa magna: Andrea Bocelli canterà l'inno nazionale in occasione della finalissima delle Nitto Atp Finals di tennis che si stanno disputando in questi giorni a Torino.

Invece, nelle scorse ore, il clamoroso dietrofront: non canterà più. Il motivo? Economico. Già, perché il tenore pisano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, avrebbe chiesto la bellezza di 125mila euro per una esibizione di dieci minuti. 

Ovvero quanto avrebbe impiegato per intonare con la sua meravigliosa voce al Pala Alpitour, domenica pomeriggio, 21 novembre 2021, il "Canto degli Italiani" e una tra le sue più note e celebri canzoni. Quale non si sa e mai si saprà.

E così, domenica, l'inno sarà cantato da qualcun altro, con minori pretese economiche, o da una banda o una fanfara. O da nessuno. O semplicemente verrà messo l'inno estrapolato da internet. Questo perché il Comitato organizzatore non si è voluto piegare alle richieste del cantante. Nè Bocelli avrebbe voluto ridurre le richieste economiche.

Dopo i problemi legati al Villaggio di piazza San Carlo, quelli per la riduzione dei biglietti per colpa del Cts, il "caso Bocelli" è la "terza cattiva ciliegina sulla torta" di una edizione 2021 con tantissime luci e tre ombre, quelle sopraccitate. 

Una duplice domanda sorge quasi spontanea: perchè annunciare Bocelli quando ancora tra l'entourage del cantante e il Comitato non si era parlato di compensi economici o ratificato un accordo? O, e sarebbe peggio, il Comitato pensava che Bocelli venisse a Torino a cantare per "quattro soldi" o addirittura gratis? 

E, a ruota, un'altra domanda: Bocelli avrebbe potuto chiedere di meno? Probabilmente sì. Anche perchè è una pretesa esosa. E chi a stento arriva a fine mese riesce difficilmente a capire come possa essere possibile una cifra così elevata per dieci minuti di lavoro, nonostante sia un lavoro speciale, differente dalla media. Ma quella è la cifra e il Comitato, e la FederTennis, dovevano averlo ben chiaro dall'inizio. Nel bene e nel male. 

Di sicuro, il Comitato ne esce con le ossa rotte e con un doppio 0-6 sul groppone, perchè la presenza di un vip la si annuncia quando tutto è stato ratificato. E si smentisce, nel caso in cui la sua presenza fosse stata solo una voce. O, ancora, si esce con una dura presa di posizione se le carte fossero state sparigliate dallo stesso Bocelli. 

Niente di tutto questo, però, è stato fatto. 

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