Blocco traffico, protestano sindaci e commercianti: "Con i mezzi pubblici potenziale aumento dei contagi"

Chiesto alla Città Metropolitana un differimento del provvedimento

Immagine di repertorio

L'entrata in vigore del livello arancione, che da domani, 17 novembre 2020, porterà allo stop dei diesel fino all'Euro 5, ha mandato su tutte le furie i commercianti torinesi. Confcommercio Piemonte ha chiesto alla Città Metropolitana come lo stop dopo quattro sforamenti scatti da gennaio e non da oggi. "Da domani i lavoratori, nessuno escluso, sarà costretto a prendere i mezzi pubblici, dove esistono. E così si contribuirà ad aumentare il rischio di assembramenti e, di riflesso, di contagi".

Il sindaco di Venaria, Fabio Giulivi, assieme all'assessore all'Ambiente, Giuseppe Di Bella, ha chiesto alla Città metropolitana di Torino di convocare con urgenza il Tavolo della qualità dell’aria, "per rivedere le attuali limitazioni alla circolazione in considerazione dell'emergenza sanitaria che stiamo vivendo - sottolinea - Con l'assunzione dei recenti provvedimenti per il contenimento dell'emergenza sanitaria Covid-19, i cittadini sono stati invitati a utilizzare in via prevalente i veicoli privati e, conseguentemente, sono state sospese la sosta a pagamento e le zone Ztl nella stragrande maggioranza delle città italiane. La capienza dei mezzi pubblici è stata, inoltre, considerevolmente ridotta al 50% su indicazioni governative. Ci sembra un provvedimento a dir poco paradossale".

Dello stesso avviso la consigliera comunale di Torino Federica Scanderebech: "Siamo zona rossa da giorni, è evidente che non ci sia tutta questa grande circolazione di auto, a conseguenza di ciò è ancora più evidente il fatto che non sia il trasporto privato a incidere sui pm".

Per Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Sala Rossa, "I mezzi pubblici non sono stati potenziati, non possiamo chiedere a chi si muove con un Euro 5 diesel di scegliere se rinunciare al lavoro o intasare ulteriormente tram e bus. Chi ha preso questa decisione è corresponsabile dei rischi che comporta e dimostra di non aver minimamente capito il momento che il mondo del lavoro sta passando. Il livello del "semaforo dell'inquinamento" sarà anche arancione, ma sta di fatto che il Piemonte è zona rossa: questo - nel quale invece servirebbe buon senso - è il momento peggiore in assoluto perché, dalle ore 8.00 alle ore 19.00 fino a giovedì, tutti coloro che di solito si recano al lavoro a bordo di un mezzo escluso dalla possibilità di circolare si riversino sui mezzi pubblici. Mezzi pubblici che, ricordo, non sono stati potenziati né sono sufficientemente monitorati. Stiamo obbligando chi ha un mezzo Euro 5 diesel di scegliere: rinunciare a lavorare o salire a bordo di bus e tram, intasandoli ulteriormente. Rischiamo di creare un'altra catena di contagio: chi ha preso questa decisione ne sarebbe corresponsabile. Questa Giunta non ha assolutamente capito - oggi ne abbiamo l'ennesima conferma - della condizione nella quale si trova Torino, del periodo che sta vivendo il mondo del lavoro, di quello che stanno passando le categorie che lavorano. Il lavoro è, evidentemente, una dimensione sconosciuta a questa Amministrazione".

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