Martedì, 26 Ottobre 2021
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Il signor Astensionismo: il probabile vero sindaco di Torino alle elezioni amministrative 2021

C'è ancora grande incertezza tra gli elettori torinesi

Una recente ricerca del Centro Luigi Bobbio, per conto dell'Università di Torino, fa emergere come anche in questa tornata amministrativa ci sia un candidato sindaco più apprezzato per i torinesi: il signor Astensionismo.

Astensionismo ha molteplici peculiarità: non ha un nome di battesimo, non ha un programma elettorale, una coalizione, dei candidati. Nessuno ha mai visto la sua faccia. Eppure a Torino, ma potremmo dire in tutta Italia, riesce sempre a raggiungere picchi percentuali incredibili.

Il motivo è presto detto: non prende in giro nessuno. Non ha messo il suo bel faccione in giro per la città, né ha fatto mettere quello di qualche suo candidato alla carica di consigliere comunale o consigliere circoscrizionale. Non ha preparato slogan particolari né post sui social che possano, in qualche modo, rimanere "in testa" o incuriosire l'elettrice o l'elettore di turno. Né, tantomento, ha organizzato il solito banchetto al mercato o la solita passeggiata per il quartiere per "dimostrare di esserci". Quando in realtà, da anni, c'è un distacco clamoroso tra Palazzo Civico e i diversi quartieri di Torino. Dove i malumori non vengono recepiti per davvero ma vengono raggruppate nella solita frase di circostanza: "Ora ce ne occuperemo".

Roberto Fico, presidente della Camera, solamente questa mattina ha rinnovato il suo appello ad andare a votare. Rimarcando come il voto sia "un atto importante" e definendo l'astensionismo "un pericolo" e precisando, ancora una volta, come il voto sia "una conquista della nostra Repubblica". Una assoluta verità che, però, si scontra con i voltagabbanesimi di pensiero e di casacca. Con slogan di pancia e con poca sostanza. Con candidati che non rispecchiano, minimamente, quella coalizione e la sua storia pregressa. 

E lo dimostra il fatto che al mercato, da sempre termometro politico, i volantini o non vengono presi o vengono gettati a terra. E, ancora, come le buche delle lettere siano intasate di programmi e santini che finiscono, sistematicamente, nel contenitore della carta. 

Nella ricerca del Centro Luigi Bobbio emerge come il 42% non abbia risposto alla domanda su chi voterà o se andrà a votare il prossimo 3-4 ottobre 2021. Nel 2016, anno della vittoria grillina, a Torino l'astensione raggiunse il 42.82%. Cinque anni prima, con due giorni per votare, non andarono alle urne il 34.5% degli aventi diritto.

E a 13 giorni dal voto, sindaci e candidati consiglieri dovranno fare di tutto affinché passi un messaggio differente. Concreto, diretto, che raggiunga anche le periferie, le persone illuse e poi deluse, quelli che non vanno a votare da anni (e forse da decenni).

Altrimenti, chiunque diventerà sindaco di Torino, in realtà, sarà un sindaco sconfitto. Da chi? Ma da lui, il signor Astensionismo. 

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