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Elezioni 2021 Torino, Chiara Appendino ad Agorà (Rai3): "Senza le vicende giudiziarie mi sarei ripresentata"

Toccati anche i temi della maternità e sulla responsabilità oggettiva dei sindaci

"L'esperienza da sindaco è stata una delle più belle e affascinanti della mia vita. E' stata una scelta coraggiosa ma la rifarei. Ma ho deciso di fare un passo indietro e di non ricandidarmi per via delle vicende processuali che mi riguardano. Se non le avessi avute, avrei proseguito. Perchè c'è ancora tanto da fare qui a Torino".

Chiara Appendino ha rilasciato una lunga intervista, questa mattina, venerdì 14 maggio 2021, sui Rai 3, all'interno del programma "Agorà" condotto dalla giornalista Luisella Costamagna.

Una Appendino a tutto tondo, dove ha toccato anche il tema della gravidanza, vista la notizia di pochi giorni fa della dolce attesa di un bambino: "La gravidanza non è una malattia. Deve essere un momento straordinario per una donna. La maternità non deve essere un ostacolo nel lavoro e nella carriera. Bisogna pensare a carriere circolari e ragionare sul sistema Welfare. Le donne sole sono maggiormente in difficoltà".

Per la prima sindaca 5 Stelle di Torino, il bilancio amministrativo è buono ma ci sarebbero ancora "molte cose da fare. Non abbiamo risolto tutti i problemi di Torino. L'auspicio è che chi governerà dopo di me e dopo di noi continui a portare avanti i temi dei diritti, del Welfare, dell'ambiente e dell'innovazione. Di sicuro farò sentire la voce in questa campagna elettorale".

Le vicende giudiziarie, toccate dalla Costamagna nell'intervista, hanno portato Appendino a fare un ragionamento a più ampio raggio. Compreso quello del rapporto amministratori locali-processi e, in particolar modo il tema legato alla modifica della legge sulla responsabilità oggettiva dei sindaci.

"E' un tema che deve essere affrontato e non più rimandato. Sono contenta che sia oggetto di discussione in Parlamento. I sindaci subiscono pressioni, vengono minacciati ripetutamente e, ancora, hanno responsabilità penali anche in termini oggettivi", continua Appendino, che solamente ieri, giovedì 13 maggio 2021, ha potuto leggere le motivazioni della sentenza di primo grado sui fatti di piazza San Carlo, dove è stata condannata ad una pena di un anno e mezzo. 

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