70 candeline per il Pastificio Bolognese, una realtà al passo con i tempi: la storia

Lunedì 16 settembre i festeggiamenti

Quella del Pastificio Bolognese è una storia di famiglia giunta alla sua terza generazione. E’ una storia iniziata con l’arrivo negli anni ’50, nel quartiere Crocetta a Torino, della famiglia modenese Muzzarelli, composta da Alda e Giuseppe e il figlio Achille. È la storia di un Pastificio che quest’anno compie ben 70 anni. Sarà l’occasione per invitare gli ospiti selezionati ad intraprendere un viaggio alla scoperta delle prelibatezze prodotte in via San Secondo 69 grazie ad un meraviglioso staff impegnato nella produzione, nella vendita al banco e nei rapporti con i ristoratori. La festa è un elogio ai vari tipi di pasta che hanno caratterizzato la storia del Pastificio dal dopoguerra ad oggi con la voce narrante di Achille (classe ’39), ospite d’onore della serata.

"Siamo felici e orgogliosi - sottolinea Achille Muzzarelli, Presidente del Pastificio Bolognese – di compiere 70 anni e di aver continuato a garantire nel tempo, nella nostra città di adozione, Torino, un prodotto di qualità nato dalla passione nel mettere, ed è proprio il caso di dirlo, le mani in pasta; la festa è per noi l’occasione di ringraziare chi, in tutti questi anni – dai clienti ai fornitori, dai ristoratori sino agli amici – ci ha dato piena fiducia e la spinta per fare sempre meglio stando al passo con le richieste del mercato”.

Siamo nel 1949, nel dopoguerra, quando Alda iniziò a produrre a Torino, in una piccola bottega, i tortellini a mano. Ai più sconosciuti, presto la pasta fresca modenese conquistò le tavole di molti tanto che Giuseppe decise di introdurre l’utilizzo delle macchine nella loro produzione per soddisfare la richieste dell’alta ristorazione. E se Achille iniziò nel consegnare la pasta su due ruote, prese presto le redini dell’azienda e con lungimiranza introdusse delle “innovazioni” come l’utilizzo del basilico fresco, delle erbe aromatiche e della borraggine, solo per citarne alcune, elementi mai utilizzati e che hanno contribuito ad impreziosire la pasta rendendola un prodotto diverso dal solito. E non solo. Achille iniziò anche a produrre la pasta fresca trafilata (sino ad allora solo in versione secca) che permise ai ristoranti di essere più veloci in cucina.

Da allora, i tempi cambiarono velocemente e le sorelle Cristina, Laura e Elena, figlie di Achille, decisero di proseguire l’attività ascoltando, soprattutto, le esigenze di un mercato in rapida evoluzione. Un mercato dettato da ritmi veloci sia nelle cucine di un ristorante che a casa e da un repentino cambio nelle abitudini e gusti dei clienti. 

Oggi il Pastificio è una realtà moderna, Maestro del Gusto da oltre 10 anni - gestita in prima persona con grande dedizione e passione per un prodotto che rappresenta l’Italia nel mondo e che è frutto di un sapore antico custodito con cura da 70 anni – capace di cavalcare i trend del mercato, dall’utilizzo di chef stellati, testimonial di paste limited edition, all’ideazione di ricette insolite e all’apertura di un banco gastronomia per soddisfare le esigenze di chi desidera un prodotto già trasformato e di qualità. 

Sono oltre 90 i tipi di pasta fresca prodotti di diversi formati come garganelli, fusilli, calamarata, mezzi paccheri, anche nelle varianti colorate al nero di seppia, al pomodoro, allo zafferano o con farina di castagne. Tra le paste ripiene sono prodotti di punta i plin di Langa e gli agnolotti paesani, ma anche specialità che si discostano dalla tradizione locale come, ovviamente, i cappelletti di Modena.
 

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