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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Animali

Nutrie: storia, falsi miti, pericoli e soluzioni

Le nutrie cosa sono, come sono giunte in Italia e perché sono viste come un pericolo dall’uomo

Le nutrie o Myocastor coypus sono piccoli mammiferi originari del Sud America, giunti fino a noi durante il primo dopoguerra.

Appartenenti alla grande famiglia dei roditori, nonostante la grande somiglianza con i topi, questi animali non hanno nulla in comune con i comuni ratti, bensì sono molto più simili alle cavie e ai cincillà, e come quest’ultimi l’essere umano, soprattutto durante gli anni ‘60 - ‘70, ne utilizzava la pelliccia, sottoponendo questi pet a terribili torture.

Nutria: cos’è

La nutria è un mammifero, proprio come il cane e il gatto, arrivato nel nostro Paese dall’America Latina per mano dell’uomo che iniziò ad apprezzarne la pelliccia.

Si tratta di un grande roditore, che riesce a raggiungere anche i 60 cm di lunghezza; è caratterizzato da un’importante coda, lunga solitamente tra i 25 e i 42 cm, e può arrivare a pesare tra 5 e 10 kg, vi sono esemplari in grado di raggiungere anche i 17 kg.

E’ un animale semi-acquatico, che predilige la notte, anche se è spesso visibile di giorno; il suo habitat naturale sono le rive dei laghi e corsi d'acqua lenti. Sebbene preferisca l’acqua dolce, vi sono alcuni esemplari che vivono anche nelle acque salmastre e salate delle isole cilene.

Le nutrie sono vegetariane, quindi si tratta di una specie erbivora.

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Com’è arrivata in Italia

Le nutrie sono originarie del Sud America, ma sono arrivate fino in Italia a causa dell’uomo che le ha portate fin qui. Il motivo? Creare allevamenti intensivi e vendere le pellicce di nutria note anche come, pellicce di castorino.

Quindi, l’invasione di nutrie in Italia è stata causata dalla mano dell’uomo, precisamente dagli allevatori senza scrupoli, che le hanno liberate e abbandonate quando i loro allevamenti non fruttavano più.

La diffusione è localizzata principalmente in Italia settentrionale, ossia in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna; si trovano anche al Centro Italia, nel Lazio, Toscana, Campania e nelle Marche e, infine, piccoli nuclei sono stati avvistati anche in Sardegna e Sicilia.

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Nutrie perché sono considerate pericolose

Le nutrie sono soggette a piani di abbattimento poiché considerate pericolose, sia per la salute dell’uomo sia per l’agricoltura.

Ovviamente, per quanto riguarda l’aspetto sanitario la nutria non porta malattie pericolose per l’uomo; ciò che si contesta è il pericolo legato alla leptospirosi, ossia una pericolosa infezione batterica che può interessare uomo e animali, ma è stato dimostrato come sia difficile contrarla dalla nutria poiché bisognerebbe mangiarne le carni poco cotte oppure toccare l’urina di nutria con una ferita.

Per quanto riguarda l’agricoltura, invece, la nutria viene accusata di distruggere le colture. Questo animale, infatti, quando è alla ricerca di cibo esce dall’acqua e si trova davanti distese di campi coltivati. A differenza del Sud America dove la specie è autoctona, gli agricoltori conoscono il comportamento di questo animale e lasciano un margine di terreno incolto in modo da lasciare cibo per la nutria; in Italia, invece, non accade questo e, di conseguenza, viene ingiustamente attaccata dagli agricoltori, senza pensare che le conseguenze sull’agricoltura da parte dei cinghiali sono molto più ingenti sull’economia del nostro Paese.

Queste sono le ragioni che hanno portato allo sviluppo di piani di abbattimento di nutrie, ma è stato analizzato come questo modus operandi sia totalmente inefficace poiché se tendiamo ad ucciderle, la risposta della specie è riprodursi più velocemente.

Riproduzione e fertilità

Le nutrie hanno una gestazione che dura 4 mesi circa, partoriscono da 5 a 10 cuccioli per volta e si riproducono mediamente 2 o 3 volte all'anno.

Raggiungono la pubertà indicativamente a 3 mesi di vita se nate nei mesi caldi oppure a 9 mesi di vita se nate nei mesi freddi. Quando le condizioni ambientali sono particolarmente sfavoreli, la madre potrebbe riassorbire alcuni embrioni o addirittura abortire spontaneamente.

I cuccioli entro 24 ore dalla nascita sono già in grado di seguire a nuoto la madre, mentre i mesi in cui si registrano i principali picchi delle nascite sono maggio, settembre e novembre.

Possibili soluzioni

Se la convivenza con le nutrie è così difficile e complessa, una delle possibili soluzione è controllarne la fertilità, sviluppando un piano di sterilizzazione da parte delle cliniche veterinarie che si occupano di animali esotici

E’ importante agire, però, in modo non solo sostenibile ma, soprattutto, rispettoso nei riguardi di questi pet che sono giunti in Italia a causa dell’avidità dell’essere umano, che ancora una volta ha dimostrato di non rispettare la natura e i suoi animali.

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