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Tentato omicidio col veleno: dentro il laboratorio dove i neofascisti producevano la ricina

 

Avevano allestito un laboratorio clandestino dentro il quale si erano organizzati per produrre una sostanza chimica che per l'uomo è mortale. Lo hanno fatto con l'obiettivo di uccidere due rivali che si erano fidanzati con due ragazze di cui si erano invaghiti. Il laboratorio era nel garage di un'abitazione a Bra, in provincia di Cuneo. All'interno sono stati trovati alcuni contenitori con sostanze liquide e solide riconducibili alla lavorazione dei semi di ricino. 

A finire nei guai quattro italiani tra i 20 e i 24 anni, vicini al mondo dell'estremismo di destra, che sono stati arrestati per i reati di produzione e detenzione di aggressivo chimico del tipo ricina, tentato omicidio aggravato e continuato, tentata fabbricazione di arma da fuoco clandestina. 

Già un primo tentativo di omicidio lo avevano commesso il 10 novembre scorso durante la festa di CasaPound Torino versando una dose di ricina nella vodka di uno dei due rivali. Inoltre il loro obiettivo era anche sintetizzare una nuova sostanza stupefacente che avrebbero venduto utilizzando piattaforme online sul deep web. Per mettere in commercio la sostanza infatti si sarebbero avvalsi di quello che viene definito il lato oscuro della rete e che rappresenta tutto ciò che non è monitorabile su internet. Garantendosi così l'anonimato. 

A bloccare il progetto criminale sono stati gli uomini del reparto anticrimine dei carabinieri di Torino; le indagini, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Torino, sono state avviate quando uno dei quattro ha tentato di acquistare una pistola modello “Liberator” in polimeri realizzabile con una stampante 3D. 

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