Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Anche il coronavirus incide sullo spreco alimentare: tre modi per contrastare lo sperpero di cibo

Se ne è discusso al Festival

 

"Tutti siamo responsabili della generazione dello spreco: le imprese di tutta la filiera produttiva, ma anche i cittadini perché lo spreco domestico è una grandissima fetta", a dirlo è Maria Chiara Gadda, onorevole e prima firmataria della legge contro lo spreco alimentare. 

Spreco alimentare che è stato al centro della discussione al Festival del Giornalismo Alimentare che si sta tenendo in questi giorni a Torino. Tanto da indurre gli organizzatori ha donare a tutti coloro che partecipano alla manifestazione una food bag: "Per noi è un grande veicolo di comunicazione e informazione", spiega Massimiliano Borgia, direttore del Festival, "Sulla scatola che utilizziamo per consegnare gli avanzi possiamo scrivere consigli contro gli sprechi. Noi per esempio abbiamo scritto un decalogo per la corretta conservazione del cibo. 

È per questo motivo che gli organizzatori del Festival del Giornalismo Alimentare hanno lanciato una petizione online, che ha raggiunto le 13.000 firme, per rendere obbligatoria la food bag. Si tratta però di uno degli strumenti che si possono utilizzare per combattere lo spreco alimentare, spiega l'onorevole Maria Chiara Gadda: "La legge antispreco ha dato gli strumenti per recuperare e rendere più conveniente e meno burocratico il recupero e la donazione per solidarietà sociale del cibo che viene prodotto in tutta la filiera produttiva".

Legge che però non basta senza l'azione del singolo cittadino: "Noi cittadini possiamo avere tante piccole accortezze che riducono notevolmente il paniere dello spreco. Per esempio usare bene la tecnologia delle nostre case, le modalità di consumo e conservazione influiscono in quello che viene sprecato per esempio nella posizione degli alimenti all'interno del frigorifero o nelle tecniche che utilizziamo per conservare i prodotti. E poi ancora i cittadini confondono data di scadenza con preferibilmente entro", continua l'onorevole Maria Chiara Gadda. 

Lo spreco alimentare però può essere generato anche dalle paure e dalle psicosi, come per esempio quella da coronavirus: "Abbiamo osservato come in queste settimane ci sia stato un crollo drastico dei frequentatori dei ristoranti cinesi", ci racconta Milvia Panico, Head of Corporate Communication ana Public Relations Metro Italia. 

A testimonianza i dati forniti dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi che confermano che ogni giorno i ristoranti asiatici, e in particolare quelli cinesi, perdono 2 milioni di euro di fatturato. "Questo ha un impatto anche sugli sprechi alimentari perché questi operatori fanno fatica a pianificare gli approvigionamenti e quindi non riescono a mettere in atto quelle buone pratiche che ogni ristoratore dovrebbe portare avanti al fine di ridurre gli sprechi. Viene generato uno scarto di prodotti che difficilmente possono essere riutilizzati", continua Milvia Panico, Head of Corporate Communication ana Public Relations Metro Italia. 

È per questo che Metro Italia ha lanciato una campagna che si chiama #Iomangioconlebacchette che serve per invitare le persone che amano la cucina asiatica ad andare a mangiare al ristorante asiatico per continuare a contribuire a questa realtà importante. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento