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I consiglieri regionali espongono cartelli con teste d'asino contro Cirio: i motivi della protesta

La manifestazione dopo il pronunciamento della consulta

 

Un cartello con una testa d'asino e una scritta "Bocciati", vicino a un altro con un laconico "Ve lo avevamo detto". A sollevarli i consiglieri regionali dei partiti di opposizione in Regione Piemonte. Motivo del contendere le due settimane che, a loro avviso, sono state sprecate per discutere in consiglio regionale della proposta di modifica della legge elettorale nazionale. La Lega in merito ha presentato alla Consulta una richiesta di referendum per l'abrogazione della quota proporzionale della legge elettorale. A protestare sono stati i consiglieri di PD, Movimento 5 Stelle, Liberi Uguali Verdi e Moderati. 

"La Consulta ha bocciato il referendum proposto da Matteo Salvini. Il consiglio regionale del Piemonte però, per volontà della Lega, è stato costretto ad affrontare per due settimane intere la proposta di modifica della legge elettorale nazionale. Noi abbiamo impegnato quelle settimane per tentare di convincere la maggioranza che si stavano sbagliando. Loro non ci hanno ascoltato ed è finita come è finita", racconta Domenico Ravetti, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale.

Sì, perché la Corte Costituzionale la settimana scorsa ha giudicato inammissibile il quesito proposto da otto Regioni italiane. "Noi chiediamo alla Presidenza di parlare dei problemi dei piemontesi. Oltre alla narrazione dei problemi dei piemontesi mettano al fianco le soluzioni perché i cittadini sono stanchi del racconto dei loro problemi, vogliono istituzioni che li risolvano", conclude Ravetti. 

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