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La storia di Pier Paolo, il No Tav licenziato dall'Università dopo la condanna

 

"Se dovesse essere confermato il mio licenziamento si creerebbe un precedente pericoloso" - a dirlo è Pier Paolo Pittavino, il tecnico informatico del dipartimento di fisica dell'Università di Torino, recentemente salito agli onori delle cronache per il secco licenziamento subito dall'Università. 

Pittavino lavorava per l'Università da quindici anni con un contratto a tempo indeterminato. Alcuni giorni fa la comunicazione del licenziamento. Questo perché il nuovo contratto nazionale di lavoro per il pubblico impiego recepisce la legge Severino e per alcune tipologie di reato prevede il licenziamento. 

Pittavino, No Tav convinto, è stato condannato a tre anni e sei mesi per un attacco al cantiere di Chiomonte avvenuto il 5 settembre del 2015. "Al di là del mio caso personale credo che si stia creando un precedente al quale ci si potrà appellare in futuro perché credo che questo sia fortemente lesivo della libertà di manifestazione del libero pensiero soprattutto se fatto in luoghi che non hanno nulla a che vedere con il posto di lavoro" - ha commentato Pittavino. 

Domani - mercoledì 1 maggio - Pittavino sarà al corteo del Primo Maggio all'interno dello spezzone No Tav: "Sto aspettando la presa di posizione dei sindacati in merito alla mia vicenda".

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