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Parcheggi blu, vinta la battaglia durata 14 anni: la Cassazione va contro il Comune di Torino

"La delibera discrimina i disabili", il riferimento è una delibera comunale del 2003

 

La battaglia del signor Enzo è cominciata nel 2005 e a 14 anni di distanza finalmente può esultare perché la Cassazione gli ha dato ragione. La delibera contro la quale si sta battendo discrimina le persone con disabilità. 

La storia è lunga da raccontare e lui lo fa con pazienza, precisione e un pizzico di commozione. Enzo Bozza è il presidente della onlus UTIM (Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva) e lui, la disabilità, la conosce bene e conosce anche le tante difficoltà che sono costretti ad affrontare quotidianamente tutti coloro che hanno una persona in difficoltà nel proprio nucleo familiare. 

Nel 2005 il signor Enzo si trova per la prima volta a fare i conti con una delibera del Comune di Torino - approvata nel 2003 - che prevede la possibilità di far parcheggiare gratuitamente nei parcheggi a pagamento, delimitati con le strisce blu, i disabili che hanno la patente oppure una automobile di proprietà (ovviamente questo nel caso in cui il parcheggio per disabili fosse occupato). Ottimo, bene, molto bravi. Peccato però che quella stessa delibera penalizza tutti gli altri disabili, quelli che non hanno la patente o che non hanno una vettura di proprietà. 

In questo caso il Comune aveva previsto che potessero ottenere quel permesso solamente dimostrando di dover andare in centro con l'auto almeno dieci volte al mese per motivi di salute o lavoro. "Se il disabile era dipendente da un accompagnatore veniva negato questa possibilità. Mi sono reso conto della discriminazione. Ho tentato con interrogazioni in Comune, il difensore civico regionale, audizioni in quarta commissione sempre in Comune, ma sono passati tre assessori e la risposta finale era sempre "Non modifico la delibera"" - racconta Enzo Bozza, presidente della onlus UTIM.

"Finalmente la cassazione ha riconosciuto tutti i motivi del ricorso. Scrivono: deve accogliersi il ricorso per avere il Comune di Torino effettivamente posto in essere una condotta discriminatoria. Affinché rimuova gli effetti della condotta discriminatoria accertata, in modo che il beneficio già concesso ai disasbili muniti di patente venga esteso agli altri disabili senza le limitazioni di cui.." - continua Enzo Bozza, presidente della onlus UTIM. 

Il signor Enzo vince una battaglia che però ha potuto fare grazie al fatto che a sostenere le spese legali è stata l'Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva, spese che ammontano a 10.000 euro. "Un cittadino una cosa del genere non avrebbe potuto sostenerla" - conclude Enzo Bozza, presidente della onlus UTIM 

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