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Coppia lesbica perseguitata da mesi: anche svastiche e insulti sul pianerottolo di casa

 

Cristina e Daniela hanno paura. Cercano di sembrare forti perché non hanno alcuna intenzione di darla vinta alla persona che da quattro mesi riempie di scritte omofobe i muri del pianerottolo di casa loro, ma non si sentono sicure. Le due donne vivono insieme in un appartamento in zona Lingotto. 

La prima scritta è apparsa la domenica di Pasqua, da quel giorno ne sono comparse a decine che periodicamente venivano coperte con nuova vernice bianca. Il loro persecutore però non si è limitato a imbrattare i muri, a un certo punto ha cominciato a incidere con un coltellino svastiche e insulti sui muri della loro scala. 

Cristina e Daniela si sono rivolte ai carabinieri, ma in Italia c'è un buco legislativo e non esiste il reato di omofobia: "Sono apparse svastiche e simboli delle SS e per questo si potrebbe intervenire per apologia del fascismo, ma non per omofobia anche se è palese" - commenta Riccardo Zucaro, presidente di Arcigay Torino. 

"È qualcuno che monitora le nostre uscite e sa i nostri movimenti. La paura è di trovarmelo davanti aprendo la porta. Se questo impazzisse e mi piantasse una coltellata? I carabinieri non possono intervenire in quanto non ci sono minacce fisiche. Io ho paura, ma non voglio dargliela vinta. Non ho intenzione di cambiare casa perché non voglio darla vinta a queste persona" - ha concluso Cristina. 

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