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I dissuasori anti-movida fanno arrabbiare i commercianti che bloccano i lavori: "Dal Comune nessun confronto"

La posa dei dissuasori dopo l'ennesimo episodio di malasosta

 

"Queste sono le chiavi del locale, il Comune se li prenda e apra. Adesso vedremo come lavoreremo. Ai nostri figli cosa diamo?". È lo sfogo amaro di uno dei commercianti di via Bava che questa mattina, venerdì 12 giugno, sono scesi in strada per protestare contro la decisione del Comune di posare in mezzo alla carreggiata dei blocchi di cemento per contrastare il fenomeno della malasosta. Soprattutto durante le notti di movida. 

L'ultimo episodio sabato sera quando una Fiat Panda parcheggiata in modo selvaggio all'incrocio tra via Bava e via Pescatore ha bloccato un tram della linea 16 per quasi due ore. 

"Sai cosa bisognerebbe fare?", racconta un negoziante che in via Bava ha un'attività da 45 anni, "Bisognerebbe chiudere e non pagare più niente. Il danno che ci procurano è che la gente non verrà, perché molti clienti vengono e si fermano un minuto e vanno via. Scendono un attimo e scaricano. Noi poi se dobbiamo caricare con il camion come faremo?". 

"Qui sono venuti i tecnici del Comune a fare valutazione senza dirci nulla. Abbiamo tentato di contattare l'assessora Lapietra e i tecnici del Comune, ma nessuno ha risposto perché sono tutti in smart working", racconta un altro commerciante, "Ci impediscono di lavorare. E poi con i dissuasori a centro strada un'ambulanza non potrà fermarsi e i vigili del fuoco non potranno più sollevare la scala perché ci sono i cavi del tram. Tutte cose che non hanno messo in considerazione. Se avessero ascoltato commercianti e residenti magari avremmo trovato una soluzione più funzionale". 

I commercianti in segno di protesta hanno bloccato i lavori parcheggiando le loro automobili in mezzo alla carreggiata, proprio dove dovrebbero essere posati i dissuasori. 
 

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