All'interno del luogo che custodisce diversi segreti e dove anche i ciechi possono leggere

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Per cinque anni i suoi scaffali non sono stati accessibili e i tanti non vedenti piemontesi non hanno potuto godere dei circa 5.000 volumi che ospita la Biblioteca Regionale Braille, un istituto che affonda le sue radici nella storia di Torino e che è stato riaperto grazie a un accordo tra la Città di Torino e l'Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti (A.P.R.I.-onlus). 

Si tratta dell'unica biblioteca di questo genere in Piemonte ed è stata costituita a partire dal 1870 quando fu fondato l'Istituto dei Ciechi di Torino che ha operato fino alla fine degli anni '70. Generazioni di non vedenti si sono formati all'interno di questa biblioteca e durante la seconda guerra mondiale alcune formazioni partigiane in clandestinità vi trovarono rifugio. 

Tra gli scaffali della biblioteca ci sono delle vere e proprie rarità come antiche partiture musicali; un testo scritto con l'alfabeto precedente al metodo Braille o alcuni volumi con calchi di particolari architettonici. 

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