Gli studenti sfidano Salvini, occupato l'ex deposito AMIAT: "Per una Torino aperta e solidale"

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Era stato abbandonato da qualche tempo il deposito AMIAT che i ragazzi del collettivo studentesco Manituana hanno occupato questa mattina, lunedì 7 gennaio. "Lo abbiamo fatto per evitare che posti come questi vengano lasciati all'incuria generale in un momento in cui si parla tanto di sicurezza, ma solo come agita dalle forze dell'ordine e non come cura degli spazi comuni prendendosi in carico di un quartiere. Noi come collettivo vogliamo essere facilitatori di un processo del genere" - ci racconta Giorgio, uno degli studenti che ha occupato lo spazio. 

Occupare per creare un luogo di incontro e scambio generando così sicurezza. "Il quartiere sta cambiando e anche l'amministrazione pone tanta attenzione su questo territorio. Noi vorremmo che con questo spazio si iniziasse un percorso collettivo che non permettesse che questa zona venisse completamente lasciata ai migliori offerenti o a chi può comprare, ma che diventasse una zona sicura perché ci sono persone che lavorano in modo solidale insieme a tutte le altre persone che abitano in questo territorio" - continua il ragazzo. Sì, perché molti degli occupanti arrivano da questo quartiere. Il collettivo Manituana nasce nel 2015 ed era in via Cagliari. I locali poi erano stati sgomberati dalla polizia lo scorso 16 maggio.

Quando si parla di sicurezza il collegamento con uno dei temi più caldi del momento, il decreto sicurezza a firma del ministro dell'Interno Matteo Salvini, è semplice e dunque se si chiede loro se vogliono dare una risposta alternativa alla gestione della questione sicurezza rispondono: "Quello che facciamo qua è dettato da quel che abbiamo intorno. Crediamo che la lotta solidale dal basso con l'autoorganizzazione sia fondamentale in modo che si agisca su tutti i fronti possibili per bloccare una deriva autoritaria estremamente pericolosa per tutti gli strati della popolazione. In questo momento sono colpiti i più poveri, i migranti e chi è senza lavoro". 

E se si chiede loro se ci sarà spazio per l'accoglienza migranti in quel luogo la risposta è: "Bisogna fare qualcosa in concreto. L'accoglienza specifica come bisogno abitativo non è l'unico campo in cui si può fare qualcosa adesso". Ogni decisione però verrà presa in assemblea dal collettivo. 

Questa mattina si è presentato sul posto anche l'assessore del Comune di Torino Marco Giusta. Lo stabile è di proprietà comunale. 
 

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Commenti (3)

  • Quanto dobbiamo aspettare per lo sgombero???? Li avevano appena cacciati fuori da via Cagliari e ci ritroviamo dinuovo nella stessa situazione!!!!!

  • E si, così potranno farsi le loro belle cannette in santa pace!

  • Potrebbero andare ad occupare qualche stabile in Libia, se sono così convinti, invece di fare i figli di papà qua a nostre spese....

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