Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Scoperto laboratorio tessile abusivo: 16 operai in nero cucivano camici e mascherine

La manodopera arrivava anche dal milanese

 

Ha pensato di cavalcare l'emergenza sanitaria per potenziare il proprio business, peccato che lo ha fatto in modo illegale. A finire nei guai un imprenditore di 45 anni di origine cinese che ha riconvertito il proprio opificio avviando una produzione di camici monouso e mascherine. Alle sue dipendenze 16 lavoratori in nero. 

La scoperta da parte degli agenti della Divisione Polizia Amministrativa. I militari quando si sono presentati in corso Vercelli presso il laboratorio tessile, un locale di circa mille metri quadri, hanno fatto la sorprendente scoperta. 

Al momento dell’ingresso degli operatori di Polizia hanno trovato 16 operai di nazionalità cinese intenti a confezionare camici e kit monouso. Insieme a loro il titolare dell’attività, un cittadino cinese di 45 anni, e il figlio diciottenne. Erano numerose le postazioni di lavoro allestite con macchine da cucire, tagliatrici, bottonatrici, stiratrici dove lavoravano incessantemente gli operai. 

Camici e mascherine erano in produzione per una ditta di Cuneo che aveva fornito la materia prima per la realizzazione dei kit. Alcuni dei 16 operai in nero provenivano addirittura dal milanese ed erano stati chiamati per rispondere all’eccezionale richiesta di lavoro. Due erano privi del permesso di soggiorno. 

Il laboratorio è risultato sprovvisto del documento di valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro; assenti inoltre gli estintori. Il titolare dell'attività è stato denunciato per omissione colposa di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro; per aver occupato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno; per omissione della valutazione dei rischi e per non aver provveduto alla salute e sicurezza del luogo di lavoro.   

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento