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Preso l'incendiario della Cavallerizza, il Questore: "Patrimonio Unesco nelle mani di chi lo devasta"

L'uomo è un senzatetto di 38 anni, individuato a Genova

 

Individuato l'uomo che il 21 ottobre a Torino ha appiccato l'incendio che ha devastato parte del tetto della Cavallerizza Reale. Si tratta di un senzatetto classe 1981 con passaporto marocchino, ma nato in Spagna. L'uomo è stato fermato ieri sera - giovedì 7 novembre - dagli uomini della polizia del commissariato centro di Genova. 

La Questura di Torino è riuscita a identificare l'uomo grazie alle immagini delle telecamere poste all'interno della Cavallerizza dagli agenti della polizia scientifica. I video riprendono il senzatetto nel momento in cui appicca l'incendio. I motivi del gesto non sono ancora noti, ma la polizia presume che l'uomo possa essere stato mosso dall ricerca di una vendetta dopo una lite con altri occupanti della Cavallerizza. 

Duro e netto il Questore di Torino, Giuseppe De Matteis: "La Cavallerizza si è presentata ai nostri occhi come uno stabile patrimonio dell'Unesco degradato e abbandonato a se stesso. Non è nostra intenzione fare commenti sul perché si è arrivati a questo stato, ma il fatto oggettivo è questo. Non parliamo di un esperimento indirizzato a creare un qualche precedente in campo artistico, culturale di manutenzione di beni architettonici. Qui parliamo di un centro di importanza storica che è nelle mani di persone che lo devastano ogni giorno". 

Video all'interno della Cavallerizza: com'è oggi | Lo stato dei luoghi  

"La nostra intenzione è quella di procedere alla rimessa in regola di questo complesso perché come Procura e Questura non possiamo tollerare che ci siano zone di Torino che vengano dichiarate zone di extraterritorialità", ha continuato il Questore che poi ha aggiunto, "Faccio parte di un sistema di sicurezza che prevede altri attori - Prefetto, Sindaco e Procuratore - quando tutti avremo raggiunto l'intesa su quello che bisogna fare noi procederemo alle operazioni necessarie. È una zona in cui ci sono anche situazioni palesi di illegalità, abbiamo avuto dodici casi accertati di microcriminalità che hanno interessato l'area".

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