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Furti di rame, arresti per 10 persone: avevano un giro di affari di mezzo milione di euro

Sequestrata azienda che stoccava e ripuliva il materiale

 

Hanno rubato migliaia di metri di cavi di rame per poi riciclarli. Le loro vittime preferite erano impianti fotovoltaici del Nord e Centro Italia. I carabinieri di Torino hanno smantellato un'organizzazione criminale composta da una decina di persone, per metà rom residenti nei campi nomadi della zona, tra cui due donne. Due persone sono finite in carcere, otto ai domiciliari. La banda per stoccare e ripulire il materiale si affidava a un'azienda torinese. 

È iniziata alle prime luci del mattino di oggi, lunedì 11 novembre 2019, l'operazione che ha portato oltre 60 carabinieri del comando provinciale di Torino ad arrestare una decina di persone di Torino e dell'hinterland con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio nonché furto in concorso.

La banda criminale, dedita ai furti di rame e al successivo riciclaggio dello stesso, si è resa responsabile del furto di migliaia di metri di cavi di rame per un valore di oltre mezzo milione di euro. I carabinieri della compagnia Torino Oltre Dora stanno sequestrando nel torinese una azienda, attraverso la quale gli indagati riuscivano a stoccare e poi a “ripulire” l’oro rosso.

Le indagini sono durate da settembre 2017 a dicembre 2018. Il centro dell'organizzazione era a Piscina, dove aveva sede l'azienda, la Piscina Recuperi. Al proprietario sono stati sequestrati, oltre all'azienda, anche una Bmw e una Fiat 500L.

Tra gli arrestati ci sono i proprietari di altre tre aziende del Torinese che avrebbero acquistato il rame riciclato pur essendo consapevoli della sua provenienza. C'è anche il titolare della fonderia in cui sarebbe avvenuta la fusione del rame.

Gli episodi di furti documentati sono otto, si indaga su altri sette. Le vittime sono proprietari di impianti fotovoltaici del nord Italia.

Due rom, accusati di essere tra gli autori materiali dei furti, sono tuttora ricercati.

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