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Federica Scanderebech torna in Comune (per la terza volta) e attacca Appendino: "Torino periferia di Milano"

È entrata in Sala Rossa al posto di Monica Canalis del PD

 

Ha esordito, per la terza volta, in Sala Rossa scandendo una serie interminabile di "fallimenti" - ovviamente a suo modo di vedere - di Chiara Appendino. Federica Scanderebech è di nuovo una consigliera comunale di Torino ed è tornata subito a fare discutere. 

L'ingresso della Scanderebech in Sala Rossa fa discutere ormai da giorni, sin da quando Monica Canalis, consigliera comunale del PD dimissionare e attualmente in carica come consigliera regionale, ha annunciato le sue dimissioni. Sì, perché nel 2016 Scanderebech era stata candidata al Comune proprio tra le fila del Partito Democratico, ma oggi la sua sensibilità sembrerebbe essere più vicina alla Lega di Matteo Salvini, anche se lei, molto diplomaticamente a chi le chiede a chi si sente più vicina risponde: "In questo momento non sono tesserata ad alcun partito quindi l'unica scelta che potevo fare era di entrare nel gruppo misto di minoranza. In questo momento sono pronta a un dialogo nei confronti di chi ha un progetto serio per la rinascita di questa città". 

Subito al lavoro e domani - martedì 15 ottobre - presenterà la sua prima interpellanza riguardo alla chiusura delle sedi delle Poste Italiane di Torino. "Non farò ostruzionismo, ma un'opposizione consapevole del fatto che se ci saranno atti amministrativi che vanno sostenuti per il bene della città sicuramente ci sarà il mio appoggio. Oggi in aula ho dato sfogo al malumore che hanno molti giovani e molte persone al di fuori di questa Sala Rossa" - racconta Scanderebech. 

"La Torino degli ultimi tre anni che ho percepito dall’esterno è quella: dell’addio alle Olimpiadi, dell’addio al Salone dell’Auto,dell’addio alle lunghe code davanti alle grandi mostre d’arte e agli eventi, ma quella delle code infinite davanti all’anagrafe, dell’addio alle code davanti ai dormitori, ma di un “centro dormitorio” a cielo aperto, la Torino dell’addio alle nuove grandi infrastrutture, della modifica della ZTL, dei nuovi blocchi alle auto, dei nuovi divieti di circolazione e dei semafori T-Red, dell’aumento del biglietto GTT, e del taglio delle fermate, dell’aumento “dell’abbonamento residenti strisce blu” e delle strisce blu davanti agli ospedali, del caos della Rotonda Maroncelli e di Piazza Baldissera, del flop dei droni alla Festa di San Giovanni, dell’addio ai battelli sul Po, dell’abbandono del verde pubblico, delle buche nelle strade e del taglio alla manutenzione stradale, delle periferie abbandonate, dei locali storici chiusi ma dell’apertura di supermercati e centri commerciali a scapito degli artigiani e delle piccole botteghe, delle piste ciclabili pericolose, dell’addio al Centro Congressi, del totale abbandono del Palazzo del Lavoro, del Motovelodromo e di Torino Esposizioni, la Torino con una totale mancanza di un piano per la movida dei giovani, e con continui ritardi nella riapertura dei Murazzi, però si vuole realizzare il treno super veloce per collegare Torino a Milano per assodare sempre più l’idea che questa amministrazione veda Torino come una periferia di Milano".
 

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