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L'allarme degli albergatori: "Senza un piano di rilancio turistico della Città non si uscirà dalla crisi, anzi..."

In estate solo il 15% delle camere occupate

 

È necessario pensare un piano di rilancio turistico della città, altrimenti da settembre saremo costretti a raccogliere i cocci di un settore, quello alberghiero, che andrà in frantumi. Questo, in sintesi, è il messaggio che Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino, lancia all'amministrazione comunale a poche ore dalla diffusione di un'indagine previsionale condotta dalla stessa associazione di categoria. 

A maggio, con la graduale riapertura dopo la quarantena, il 35% circa delle strutture ricettive torinesi hanno ripreso l'attività, ma l'occupazione delle camere si è attestata intorno al 20%. Numeri allarmanti che pesano su un settore che negli ultimi tre mesi ha visto il proprio fatturato azzerarsi. Secondo Federalberghi però la situazione nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto potrebbe addirittura peggiorare perché la percentuale di occupazione delle camere - dunque di prenotazioni - dovrebbe essere inferiore al 15%. 

"Crediamo che per il settore ricettivo debbano essere messe in pista due strategie differenti: dal punto di vista economico crediamo che si debbano cancellare le tasse e cominciare a parlare di un anno bianco; e poi si deve pensare una grossa strategia di rilancio del territorio che deve partire da subito", spiega Fabio Borio. 

"Abbiamo difficoltà di liquidità e in assenza di incassi e previsioni di lavoro arriveremo a settembre in difficoltà. Se non ci sarà una ripartenza reale concreta dell'economia avremmo l'obbligo di mettere in atto una serie di iniziative che non saranno piacevoli", aggiunge Borio con un riferimento indiretto ai livelli occupazionali. 

Un cane che si morde la coda perché per riaprire le strutture alberghiere devono essere richiamati in servizio i dipendenti: "Chi ha riaperto in questo periodo lo fa facendo un salto nel buio essendo a conoscenza solo dei costi che avranno. Per riattivare una struttura alberghiera bisogna togliere le persone dalla cassa integrazione e questo è un aggravio di costi a fronte di una grossa incertezza", continua Borio. 

Ieri, martedì 9 giugno, in Regione Piemonte vi è stata una prima riunione del progetto di distretto turistico di Torino: "Noi abbiamo bisogno di misure nell'immediato e in tempi brevi. Quello è un bel progetto e mostra attenzione da parte della politica nei confronti del mondo turistico, però dobbiamo arrivarci", commenta Borio sottolineando il fatto che senza un piano di rilancio turistico della città il rischio è che molti operatori del settore si troveranno a chiudere.

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