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Mazzette per assegnare la sanificazione per il coronavirus: in carcere dipendente comunale

Con lui anche mediatrice di una ditta

 

Arrestati dalla guardia di finanza di Torino a metà marzo 2020 un dipendente del Comune di Nichelino e una dipendente di una ditta di pulizie del torinese. L'uomo stava intavolando una trattativa per sfruttare l’emergenza “coronavirus” per l'assegnazione dei servizi di pulizia di locali pubblici a favore di un'azienda pugliese. Sequestrati 8mila euro in due mazzette che sarebbero stati il compenso pattuito per l'aggiudicazione dei contratti di servizio. 

Il dipendente comunale avrebbe agevolato, grazie alla posizione che ricopriva, l'impresa presso la quale, in passato, aveva già lavorato il figlio con un contratto a tempo determinato. Tra i servizi oggetto delle trattative anche l’affidamento dell’attività di sanificazione di immobili del Comune di Nichelino in relazione all’emergenza sanitaria in corso.

L’operazione che ha portato ai due arresti scaturisce dalle indagini nei confronti del dipendente del comunale, nella sua veste di presidente della commissione della “gara regionale centralizzata per l’affidamento dei servizi di pulizia di immobili e servizi accessori a ridotto impatto ambientale per Regione Piemonte”. 

Il dipendente pubblico arrestato ha anche gestito, come responsabile unico del procedimento, l’affidamento temporaneo dei servizi di pulizia al Comune di Nichelino, che risulta essere stato affidato proprio all’azienda pugliese; tra i vari lotti, prevede anche il servizio di pulizie allo stesso Comune.  

La donna invece avrebbe fatto da mediatrice per la consegna del contante che sarebbe stato anticipato dal titolare dell'azienda per la quale lavora. L'uomo infatti avrebbe anticipato gli 8mila euro che la ditta pugliese avrebbe dovuto consegnare al dipendente del Comune di Nichelino, questo perché, a causa delle misure che vietano la mobilità sul territorio nazionale, la ditta pugliese era impossibilitata a mandare in Piemonte un proprio emissario.

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