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Rubati numerosi oggetti dalla chiesa, il ladro era ospitato dai religiosi

Nei guai anche due commercianti

 

È un disoccupato italiano senza fissa dimora di 59 anni il responsabile delle decine di furti che hanno colpito la chiesa di Sant’Ulderico a Ivrea. Si tratta di un uomo che dallo scorso settembre era ospite degli stessi religiosi presso un piccolo alloggio uso-foresteria all’interno dell’edificio ecclesiastico.

Il 59enne, individuato a metà gennaio 2020, è accusato del furto aggravato di decine di oggetti sacri: ostensori, testi e antichi manoscritti e preziosi reliquiari, compreso quello di Sant’Ulderico. Tutti trafugati dall’edificio religioso del quale fa parte anche la chiesa di via Arduino a Ivrea. 

Tutto ha inizio con la segnalazione dei furti da parte della parrocchia. Da qui prendono vita gli accertamenti dei carabinieri che portano al senza fissa dimora. All'interno del suo alloggio i militari trovano una borsa piena di antichi volumi sacri e preziosi manufatti, pronti per essere rivenduti. 

Nei guai non solo lui però, perché nel mirino dei carabinieri finiscono anche i due ricettatori: un commerciante di Ivrea e un venditore ambulante di San Francesco al Campo trovati in possesso di altri innumerevoli oggetti sacri rubati dalla chiesa di Sant’Ulderico. Denunciati anche due collezionisti per incauto acquisto. Tra tutto il materiale ritrovato spicca il prezioso reliquiario in argento di Sant’Ulderico che, insieme ai restanti innumerevoli oggetti, è gia stato riconsegnato alla diocesi di Ivrea, nelle mani del vescovo monsignor Edoardo Aldo Cerrato.

Il vescovo di Ivrea ha ringraziato i carabinieri per il lavoro svolto con discrezione e tempestività 

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