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Smantellato il "Cartello di Barriera di Milano", in manette 12 spacciatori

 

Come Pablo Escobar, il noto trafficante di droga colombiano, aveva fondato il "Cartello di Medellin", loro avevano fondato il "Cartello di Barriera di Milano". Si tratta di dodici spacciatori italiani che avevano deciso di cooperare per gestire un'ampia rete di spaccio in grado di fornire tutta Torino. 

A smantellare il cartello sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo. L'accusa per gli arrestati è di estorsione, detenzione illegale di armi da fuoco, traffico di droga e spaccio. L'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo è partita da un’altra inchiesta che nell’agosto scorso aveva portato all’arresto di tre rapinatori che avevano gambizzato un benzinaio. Nel maggio scorso due uomini incappucciati avevano assaltato il distributore di benzina Dis-Car di corso Taranto, ferendo con due colpi di pistola il titolare che aveva tentato di reagire. I tre però non fanno parte del cartello.  

I componenti del "Cartello di Barriera di Milano" erano convinti di essere intoccabili, talmente spavaldi da comunicare tra di loro al telefono senza alcuna preoccupazione di essere intercettati. Uno degli arrestati ha addirittura continuato a coordinare lo spaccio di droga anche durante la sua degenza in ospedale, da dove organizzava e pianificava il traffico di cocaina. 

Nel corso dell’attività investigativa che ha portato invece allo smantellamento del "cartello di Barriera di Milano" sono state già arrestate in flagranza 5 persone e sequestrati oltre 1600 grammi di droga, tra cocaina, hashish e marijuana, e  247 munizioni per pistola di vario calibro. Il bilancio dell'operazione è di 19 indagati, di cui 13 arrestati - 12 in galera e 1 agli arresti domiciliari. Gli indagati sono tutti della provincia di Torino: 16 residenti a Torino, 2 residenti a Rivoli, 1 residente a San Giorgio Canavese.

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