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Il sushi è di albese e i ravioli brasati sono di fonduta: ecco la cucina sabaudo-giapponese

Il loro ristorante in origine era domestico

 

La loro avventura è cominciata quasi per scherzo, ma hanno avuto talmente tanto successo di pubblico che si sono dovuti allargare e hanno aperto un ristorante vero e proprio. Sì, perché in origine il loro ristorantino era tra le mura della propria abitazione. 

Simone e Naomi si sono conosciuti in Giappone, erano in coda per mangiare in un ristorante italiano. Galeotta quella volta fu una piccola italianata: Simone, che conosceva il proprietario del locale, saltò la coda e da quel gesto è nata la loro relazione. Lei si indispettì, lui la invitò a pranzo e nacque l'amicizia. 

Amicizia che dieci anni dopo diventa amore. Lei lo raggiunge in Italia e insieme, per scherzo, decidono di preparare cene a base di piatti della cucina tradizionale giapponese per i propri amici. Un'idea che ha un successo talmente ampio che Simone e Naomi in poco più di due anni si espandono e aprono un locale a Rosta, "Le petit restaurant japonais". 

Un ristorante che nei piatti che ti propone è in grado di miscelare i sapori del Giappone a quelli del Piemonte. Il sushi diventa quindi di carne, per precisione di albese, e i ravioli brasati sono ripieni di fonduta. Non mancano però le prelibatezze tipicamente nipponiche come il ramen o la tagliata di wagyu. 

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