Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Liste d'attesa, la ricetta di Cirio: "Rimangano qui per 5 anni i medici che si specializzano in Piemonte"

 

Dopo il risanamento dei conti, per la sanità piemontese adesso la sfida è un'altra: ridurre i tempi delle liste d'attesa. A dirlo è il neo-presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, durante il convegno "Il futuro del sistema sanitario piemontese - Dal piano di rientro al futuro della sanità in Regione Piemonte". L'evento, organizzato da Motore Sanità si è svolto questa mattina - lunedì 8 luglio - al Golden Palace ed erano presenti i principali attori della sanità piemontese. 

"La Corte dei Conti recentemente ha ricordato che gli sforzi fatti dalla Regione Piemonte hanno portato a un buon risultato, ma bisogna mantenerlo per il futuro. In questo contesto dobbiamo risolvere i problemi più gravi della nostra sanità che sono quelli delle liste d'attesa. Le persone non possono aspettare sei mesi per fare un intervento alla cataratta o per fare una visita alla prostata. Questo problema si risolve soltanto attraverso nuovi medici. Su questo stiamo lavorando. Abbiamo aumentato del 50% rispetto al passato le borse di studio pagate dal Piemonte per avere in futuro nuovi medici specializzati e soprattutto abbiamo introdotto un requisito: i piemontesi pagano la specializzazione, ma il medico specializzato si impegna a rimanere sul territorio almeno cinque anni dopo aver ottenuto la specializzazione" - ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte.  

"Sono convinto che un'analisi onesta della situazione piemontese imponga a chiunque di vedere nella reimpostazione di un rapporto pubblico-privato la soluzione dei problemi e l'impostazione della sanità del futuro, perché non ci sono altre vie. Nei prossimi tre anni vivremo uno stato di emergenza che dovremo affrontare insieme al privato piemontese, è uno stato di necessità. Noi siamo certi che il controllo della sanità debba sempre rimanere saldo nelle mani del pubblico, ma non abbiamo alcun tipo di pregiudizio pratico a che invece operativamente si possa ridefinire il rapporto che la Regione ha con il privato" -  ha poi concluso Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.  
 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento