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Le armi per il capo clan pugliese vendute a Torino: due arresti

Altre 22 persone in carcere

 

Sono 24 le persone arrestate, all'alba di questa mattina, mercoledì 20 novembre 2019, tra la provincia di Foggia, la Calabria, l'Abruzzo, il Molise, il Lazio e il Piemonte, Torino compresa.

L'operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile assieme ai militari dei Gruppi d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Le ordinanze di custodia cautelare - in carcere come ai domiciliari - sono per traffico di droga e armi e sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari. Le indagini sono partite nel 2016 e si sono concluse nel 2018. Nell'ambito del blitz sono stati sequestrati anche numerosi beni ai pregiudicati della zona.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, nove sono appartenenti a due distinte organizzazioni criminali dell’area del Gargano, due vicini alla 'ndrangheta e operanti fra Rosarno (RC) e Torino. Arrestati anche 13 clienti-pusher.

L’attività investigativa, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bari, è partita da un'altra indagine relativa alle pressioni della malavita foggiana sugli imprenditori locali in ambito agricolo affinché assumessero spacciatori pregiudicati. 

Sequestrate anche tre pistole semiautomatiche, un silenziatore e trentasei cartucce che il capo clan aveva ritirato a Torino da due esponenti della 'ndrangheta.

Gli inquirenti non escludono come le armi sequestrate e acquistate a Torino potessero affermare e consolidare l'egemonia nel Gargano da parte dei vertici dell'organizzazione criminale. 

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