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500 persone al rave party illegale vicino al fiume: fuggono tra i campi di grano, arrestati in cinque

 

Quasi 500 persone e 200 mezzi per il rave party che si è concluso nella tarda serata di ieri, lunedì 5 agosto 2019, nel quartiere San Bernardo a Ivrea.

Il rave, illecito, era iniziato nella tarda serata di sabato 3 agosto 2019, anche se le prime segnalazioni alle forze dell'ordine sono arrivate nella notte di domenica 4 agosto 2019 e che denunciavano musica ad alto volume nella zona a ridosso del fiume Dora Baltea.

Immediato l'arrivo sul posto di uomini e mezzi della polizia del commissariato Ivrea-Banchette, della polizia stradale, dell’Ufficio di Gabinetto e della Squadra Mobile, dei carabinieri e della municipale di Ivrea, che hanno evitato l'ingresso di altri 500 ravers.

Trecento i ravers identificati, alla pari di oltre 90 mezzi - fra auto, camper, furgoni, moto - controllati. Quattordici, invece, le perquisizioni veicolari e personali, grazie anche alle unità cinofile dei carabinieri, con due denunciati per guida in stato di ebbrezza, una denuncia per guida sotto l’effetto di stupefacenti e due sanzioni amministrative per uso personale di supefacenti.

Sono in corso gli accertamenti per la denuncia dei partecipanti per i reati di "invasione di terreni" e "disturbo alla quiete delle persone".

Sequestrate 13 enormi casse, due mixer professionali con amplificatore, un divano, un frigorifero di grandi dimensioni con all'interno numerose bevande alcoliche e altro materiale utile alla realizzazione di un nuovo rave nelle settimane successive.

Materiale scovato dalle forze dell'ordine durante i servizi di controllo della zona adibita a rave party e trovato nella tarda serata di lunedì 5 agosto 2019, quando polizia e carabinieri hanno trovato una colonna composta da 50 veicoli, che si stava muovendo per eludere i controlli all’interno dei campi di grano. La colonna è stata fermata in località Canton Ferrero.

Quattro uomini e una donna - con precedenti di polizia specifici - venivano arrestati per "invasione di terreni" perché per gli inquirenti, avendo fornito strumentali e altro materiale necessario allo svolgimento del rave, erano verosimilmente tra gli organizzatori o promotori dell'evento.

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