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5Stelle in crisi, Appendino si appella all'orgoglio grillino e traccia il futuro: "Ripartiamo dai temi"

La sindaca guarda all'agenda politica dei prossimi 10 anni

 

Il Movimento 5 Stelle ha perso fiducia in se stesso. È questa una delle chiavi di lettura che la sindaca di Torino, Chiara Appendino, suggerisce per decifrare il difficile momento che sta vivendo la forza politica alla quale appartiene. 

Movimento 5 Stelle che in Emilia Romagna e Calabria ha ottenuto percentuali bassissime che rendono un lontano ricordo il risultato elettorale del marzo 2018 grazie al quale divenne forza di Governo: "Il Movimento 5 Stelle è stato sempre debole alle regionali, ma credo che questo risultato sia un po' dato da un movimento che non ha più fiducia in se stesso. Dobbiamo ritrovare l'orgoglio di appartenere alla comunità del Movimento, ritrovandoci sui temi, come l'ambiente e l'innovazione, che ci uniscono ed è quello che abbiamo già iniziato a fare con la preparazione degli Stati Generali", dice la sindaca di Torino che però punta il dito anche sul buon governo che crea consenso: "Penso che Bonaccini sia stato premiato dai suoi cittadini dimostrando che si può vincere con i fatti e con la politica andando oltre slogan e una campagna elettorale che spesso viene fatta su temi molto forti, ma che non riguardano la quotidianità delle persone". 

Da dove ripartire dunque? "C'è poca fiducia. Noi stessi abbiamo poca fiducia nel Movimento. Ci sono stati anche molti contrasti interni. Dobbiamo ripartire dai temi che sono le battaglie dei prossimi dieci anni. Io penso a un Movimento, lo vedo su Torino, che è partito con delle posizioni sul TAV che sono state oggettivamente superate, che è partito con delle posizioni sul reddito di cittadinanza che è stato ottenuto. Bisogna ridisegnare l'agenda dei prossimi dieci anni di governo e fare in modo che ciascuno di noi si senta appartenente a quella comunità", continua la sindaca. 

Il Movimento 5 Stelle, in questo momento più disorientato che mai, deve dunque pensare a una nuova identità con la quale presentarsi al Paese. "Il punto è capire quali sono i temi su cui vogliamo dare risposte e su quelli ricompattarci e dare una visione del Paese all'esterno. Poi ci sarà chi si sentirà parte di quella visione e chi no. Il tema non è il consenso. Si sceglie in base a quel che noi pensiamo a quale possa essere il bene del Paese e delle nostre città", conclude la sindaca. 

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