Il primo sake italiano è piemontese al 100%: nasce dal riso di Vercelli

"Nero": tradizione e innovazione

fonte foto: Stefano d'Elia

Tradizione, intraprendenza, innovazione. "Nero", il primo sake italiano è piemontese al 100%. E' il frutto dell’incontro tra il riso nero vercellese de “gliAironi”, che ha messo a disposizione la materia prima e la sua conoscenza, il bar torinese Affini, tra i principali interpreti italiani nell’arte della miscelazione e della cockteleria innovativa e Evho, la scuola di barman di Torino che ha affinato la ricetta e seguito tutta la parte di produzione.

Ha dentro di sè uno spirito innovativo, nato dall'incontro tra due culture diverse, come quella giapponese e quella piemontese. “Nero” ne rispetta le differenze e ne esalta le similitudini.

E’ un mix, decisamente riuscito, tra l’eccellenza agroalimentare delle risaie vercellesi e due bevande emblema dell'intraprendenza sabauda durante i secoli, come la birra ed il vermut.

Nero: il primo sake italiano, 100 % piemontese

Il protagonista principale di “Nero” è il riso nero integrale Penelope dell’azienda vercellese “gliAironi”. Una varietà frutto di un accurato processo di selezione della produzione, di una specifica lavorazione e dell'attenta conservazione, che le hanno consentito di ottenere la denominazione di “Riserva Artigianale”.Questa tipologia di riso è caratterizzata dalla presenza di antociani, componenti che hanno un’azione antiossidante benefica per la salute.

“Nero” rende omaggio al sake nipponico, ma è nella differenza con l’originale che trova tutta la sua fortunata peculiarità. Il processo di fermentazione, infatti, avviene grazie ai lieviti della birra attentamente selezionati. Un omaggio agli storici birrifici piemontesi che, a inizio ‘900, hanno fatto di Torino una delle capitali europee di questa bevanda.

Le contaminazioni però non sono finite. Il sake piemontese prende a modello anche un’altra specialità torinese come il vermut, liquore considerato per anni di “nicchia”, ma tornato recentemente alla ribalta grazie all’arte della miscelazione e alle sperimentazioni del food pairing, la nuova tendenza culinaria che abbina il cibo ai cocktail e ai drink, che dai Paesi Anglosassoni sta conquistando tutta Europa.

Food pairing: i cocktail abbinati al cibo conquistano l'Europa (e Torino)

Il food pairing ormai ha conquistato anche Torino. Una conferma l’abbiamo avuta recentemente durante la cena tematica “Terra Vicina: alla scoperta di Nero il primo sake italiano”, presso il Ristorante Casa Vicina, il ristorante stellato di Eataly Lingotto.

L’ottimo menù degustazione creato dallo chef stellato Claudio Vicina del Ristorante Casa Vicina, Eataly Torino, è stato degnamente accompagnato dai cocktail unici studiati dal bartender Michele Marzella di Affini.

Il Riso Nebbia gliAironi, riduzione di sugo d’arrosto, mantecato al Grana Padano e croccante di lingua, degnamente affiancato dall’”Amarikè Dry” (sake Nero, liquore zucca, vermouth dry, liquore a fiori di sambuco) ha confermato due cose.

“Nero”, il primo sake, italiano 100 % piemontese, ha molte potenzialità tutte da scoprire. Il food pairing è una vera arte, dove differenti cocktail devono essere in grado di esaltare i sapori, senza mai prevaricarli e senza essere prevaricati. In questo, la mixology torinese di Affini ed Evho con “Nero” ha fatto un lavoro superlativo.

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