Aperto lo spazio “Ventidue Novembre” per gli studenti del liceo Darwin di Rivoli

Nell’aula che il 22 novembre del 2008 fu teatro della tragica morte di Vito Scafidi

Cinzia Caggiano e il ministro Bussetti durante l'inaugurazione dell'aula

È stato inaugurato giovedì 10 gennaio, alla presenza del ministro dell’istruzione Marco Bussetti, il nuovo spazio polifunzionale per gli studenti del Liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli denominato “Ventidue Novembre”, predisposto nell’aula che il 22 novembre del 2008 fu teatro della tragica morte dello studente Vito Scafidi, causata dal crollo di un controsoffitto. La scuola ha scelto di non utilizzare l’aula per le lezioni, ma di dedicarla ad attività per gli studenti, realizzando uno spazio polifunzionale.

I lavori di messa in sicurezza sono stati eseguiti dalla Città metropolitana, dopo il dissequestro dei locali. La trasformazione di questo spazio fa parte di un programma di realizzazione di spazi polifunzionali per gli studenti (alcuni già realizzati, altri in progetto nell’ambito degli appalti futuri)  per creare ambienti utili allo svolgimento di attività di gruppo, di studio, extrascolastiche eccetera, al fine di rendere l’edificio scolastico più accogliente e adatto alla permanenza dei ragazzi anche al di fuori del tempo strettamente dedicato alle lezioni.

“Da una parte sono contento che in questa aula è tornata ad esserci vita - ha detto Fortunato Scafidi - però per me sarà sempre l'aula in cui è morto mio figlio. Oggi è una giornata dalle sensazioni contrastanti. Da una parte la rabbia per quello che è successo, dall'altra la felicità perché questo luogo, adesso, torna ad essere vitale”. “Purtroppo in questi anni ci sono anche state delle persone che hanno pugnalato Vito alle spalle - ha ricordato Fortunato - gente che ha ricordato la sua morte senza fare nulla. Oggi Vito non c'è più per colpa di tante persone. E noi non possiamo dimenticarlo”.

Cinzia Caggiano, la madre di Vito Scafidi, in questi anni ha portato avanti una lunga battaglia per la sicurezza nelle scuole. E questa mattina, 10 gennaio 2019, prima di tornare nel luogo della tragedia, ha parlato a lungo in auto con il Ministro dell’istruzione Marco Bussetti. "Ho voluto fargli capire, ma già lo sapeva, quanto si è fatto in questi anni per Vito e per la sicurezza nelle scuole. Ma, purtroppo, tanto altro si deve fare. E lui lo ha anche ribadito nel suo discorso".

La mamma di Vito si è poi voluta soffermare sugli attimi che l'hanno separata dal taglio del nastro di quell'aula: "Per me rimarrà sempre il luogo dove Vito è morto, dove mi hanno portato via mio figlio. Sono però felice che sia tornata viva e non sia più macerie. Sono emozionata nel vederla azzura, come gli occhi di Vito. Sono orgogliosa che sia stata riprodotta quell'Araba Fenice. La nostra battaglia è stata un'Araba Fenice. Così come lo era Vito. Il processo di primo grado con le diverse assoluzioni mi avevano gettata nel baratro. Poi le due condanne consecutive dei responsabili ci hanno fatto risorgere dalle ceneri. Proprio come l'Araba Fenice".

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