Miracolo in ospedale: paziente in arresto cardiaco per mezz'ora, salvato e ora in buone condizioni

Con il 'trasloco' della sala operatoria

immagine di repertorio

I medici dell'ospedale Mauriziano hanno salvato la vita a un 69enne che era stato trasferito a metà gennaio 2019 dall’ospedale San Luigi di Orbassano, in stato di arresto cardiaco con un ematoma di parete dell’aorta ascendente, con elevatissime probabilità di rottura e pochissime chances di sopravvivenza se il cardiochirurgo non fosse arrivato in tempo a sostituire il vaso incriminato.

Tutto il personale medico ed infermieristico del pronto soccorso diretto dal dottor Domenico Vallino, ha iniziato una corsa contro il tempo per salvarlo. Il medico di guardia, dottor Andrea Landi, coadiuvato dalla sua équipe, ha cominciato le manovre cardio-rianimatorie secondo protocollo. Il dottor Edoardo Zingarelli, della cardiochirurgia diretta dal dottor Paolo Centofanti, consapevole che il sangue fuoriuscito dall’aorta avesse riempito il pericardio e impedisse al cuore di contrarsi, ha eseguito immediatamente una pericardiocentesi (aspirazione del sangue dal pericardio con un lungo ago), aspirando mezzo litro di versamento. Nonostante l’ecocardiogramma dimostrasse la scomparsa della parte liquida del versamento, il cuore non voleva saperne di ripartire.

Visto che appariva evidente che il paziente non avesse possibilità di arrivare vivo nella sala operatoria di cardiochirurgia, dove il personale era già pronto ad accoglierlo, i cardiochirurghi, Zingarelli e Roberto Flocco, nonostante fossero già trascorsi 30 minuti dall’inizio delle manovre rianimatorie e il paziente non desse ancora segni di ripresa, hanno deciso di 'portare' la sala operatoria dal paziente. I cardioanestesisti Arianna Abascià e Luca Amendolia della anestesia e rianimazione cardiovascolare diretta dalla dottoressa Gabriella Buono si sono precipitati nella 'shock room', mentre contemporaneamente è stato detto all’équipe infermieristica e alla tecnica di perfusione di andare in pronto soccorso. Si è quindi proceduto alla sternotomia in emergenza, tra un massaggio cardiaco e l’altro. Dopo la rimozione dei coaguli dal pericardio il cuore ha ricominciato a battere. Solo a quel punto, dopo aver messo il paziente in sicurezza, questo è stato trasportato nelle sale operatorie del blocco cardiovascolare per completare il lavoro cominciato.

Il paziente è uscito dalla sala operatoria in buone condizioni emodinamiche, ma con il grosso dubbio sulle funzioni neurologiche per il prolungato arresto cardiaco. Il giorno dopo si è svegliato senza alcun deficit e dopo tre giorni di cure presso la cardiorianimazione è stato trasferito nel reparto di cardiochirurgia. Attualmente è in buone condizioni generali nel reparto di medicina interna diretta dal dottor Claudio Norbiato per completare l’iter diagnostico-terapeutico.

Per come era iniziata, i medici hanno compiuto un miracolo.

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