Giochi 2026, il villaggio olimpico sorgerà sull'area Thyssen

Appendino: "La zona nord della città dovrà essere centrale"

La Thyssenkrupp andò a fuoco nel 2007: morirono sette operai

"Non costruiremo nulla ex novo e non vogliamo fare debito". Chiara Appendino ha illustrato in Consiglio comunale i principi su cui si fonda la candidatura di Torino alle Olimpiadi Invernali del 2026. "Quello che cerchiamo di fare - ha proseguito la prima cittadina - è un evento che va oltre i 15 giorni dei Giochi. Non lavoreremo per le Olimpiadi ma per Torino 2030. Tenendo insieme i principi dell'Agenda 2020, il piano Torino 2030 e le linee di sviluppo della nostra città - ha sottolineato - le Olimpiadi possono essere un'occasione per permettere alla città di proseguire la sua vocazione utilizzando ciò che in passato non ha funzionato per migliorarlo". 

La nuova location del villaggio 

La novità che emerge dal pre-dossier è il progetto del Villaggio Olimpico che se inizialmente era stato pensato con sede nell'Ex Manifattura Tabacchi, ora si dice potrebbe sorgere nell'area della Thyssen "per risanare una ferita della città e dell’Italia intera - ha detto la sindaca - e per creare poi un polo dedicato a sicurezza sul lavoro, sviluppo e formazione. La zona Nord della città dovrà essere centrale. Faremo un quartiere eco-sostenibile, come previsto dall’Agenda 2020".

Idea che ha fatto storcere il naso al Pd. "L'area Thyssen è privata e necessita di interventi di bonifica piuttosto costosi - ha dichiarato il capogruppo Stefano Lo Russo  - e oltretutto non è servita da nessuna linea di trasporto ad alta frequenza. Con questo cambio di programma si valorizza il patrimonio privato a discapito di quello pubblico, al di fuori di ogni logica urbanistica e trasportistica". 

La sfida con Milano e Cortina 

Oggi, martedì 3 luglio, dopo il riassestamento all'interno della maggioranza in seguito alla visita a Palazzo Civico di Luigi Di Maio, il pre-dossier sarà inviato al Coni rispettando i tempi prestabiliti. Quiete che in realtà non sembra essere tornata del tutto: se alcuni consiglieri si sono ridimensionati e appaiono più concilianti - Viviana Ferrero -, altri - Maura Poli e Daniela Albano - continuano a sostenere con decisione la loro posizione contraria alle Olimpiadi. 

Ma al Coni presenteranno il loro dossier anche Milano e Cortina-Dolomiti dove comunque gli impianti esistono e necessiterebbero solo di un'ammodernata. La vittoria per Torino dunque, non è affatto in tasca. Il 10 luglio ci sarà il Consiglio nazionale del Coni: la decisione su quale città candidare per il 2026 potrebbe già essere presa.

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