Tav, bocciata in Senato la mozione M5s per bloccare l'opera: la Lega vota con il Pd

In Aula mozioni pro e contro la Torino-Lione: maggioranza spaccata. Salvini aveva detto: “Il governo può cadere anche prima di settembre”

Immagine di repertorio

Il Senato ha bocciato la mozione contro la Tav presentata dal Movimento 5 Stelle e approvato invece quella a favore dell’opera del Partito Democratico, con l’appoggio di Lega e centrodestra. Il Pd aveva modificato la mozione che aveva presentato inizialmente. Il testo, ridotto a solo due righe, "impegna il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione". Erano state quindi tolte tutte le premesse che ricostruivano l'iter dell'opera e contenevano critiche nei confronti delle posizioni assunte da governo e maggioranza attuali. A questo punto perciò il testo poteva essere votato da tutte le forze politiche favorevoli all'infrastruttura. 

La mozione contro la Tav del M5s è stata bocciata con 181 no mentre quella del Pd ha incassato 180 sì. Via libera anche alla mozione, sempre a favore della Torino-Lione, presentata da Emma Bonino, che ha ottenuto 181 voti a favore. Stesso numero di sì anche per quella presentata pro-Tav di FdI.

Il presidente del Consiglio Conte aveva lasciato al Parlamento l'ultima parola e il Movimento 5 Stelle aveva presentato una mozione che "delibera di avviare, in sede parlamentare, un percorso immediato volto a promuovere, per quanto di competenza, l'adozione di atti che determinino la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione" e "una diversa allocazione delle risorse stanziate per il finanziamento della linea al fine di promuovere la loro riassegnazione all'entrata del bilancio dello Stato per essere successivamente destinate ad opere pubbliche alternative, maggiormente utili ed urgenti, sul territorio italiano".

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Il vicepremier Matteo Salvini si era detto in totale disaccordo con chi si dice contrario alla Tav. "Tutti dicono che c'è bisogno di infrastrutture, porti, aeroporti. Noi voteremo qualsiasi mozione che sostenga crescita, futuro, progresso e mobilità" aveva detto ieri Salvini, rispondendo a chi gli chiedeva cosa voterà la Lega in Senato. "Mi stupisce che nel 2019 c'è chi dice no al progresso", aveva quindi aggiunto riferendosi alla posizione del M5S. 

"Il governo può cadere anche prima di settembre", aveva detto Salvini mentre ieri sera, al termine del Consiglio dei ministri, da fonti di palazzo Chigi si è appreso che "la votazione sulla mozione Tav, in programma al Senato, non prefigura in alcun modo un sindacato sull’operato del governo né tantomeno sull’operato del presidente del Consiglio''. Alla vigilia del voto sulla mozione Tav proposta dal Movimento 5 Stelle si è ricordato che ''il tentativo di revisione del progetto Tav si è rivelato infruttuoso per la determinazione della Francia di proseguire nella realizzazione dell’opera e per la disponibilità della Commissione europea a integrare il finanziamento già stanziato''. Il governo ''in ragione degli accordi bilaterali già sottoscritti con la Francia e ratificati dal Parlamento italiano, non è in condizione di sottrarsi, con determinazione autonoma e unilaterale, agli impegni già assunti''. ''Ovviamente il Parlamento, nelle sue prerogative sovrane, potrà valutare diversamente, assumendosi la responsabilità di intraprendere un percorso finalizzato a impedire, in maniera unilaterale, la realizzazione dell’opera''.
 

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