Rimborsopoli bis, archiviazione ufficiale per Cirio e per 28 ex consiglieri

Una vicenda che arriva dopo la prima Rimborsopoli

Ora è ufficiale: tra le archiviazioni di Rimborsopoli bis c'è anche il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Il gup di Torino ha accolto, per ciò che riguarda il procedimento per i rimborsi ottenuti da una cinquantina di ex consiglieri regionali tra il 2008 e il 2010 durante il governo di centrosinistra di Mercedes Bresso, la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Alberto Caspani per 28 ex consiglieri.

Le archiviazioni

Oltre a quella del presidente Cirio, sono state archiviate le posizioni di: Mariano Turigliatto, Caterina Ferrero, Lorenzo Leardi, Giampiero Leo, Deodato Scanderebech, Graziella Valloggia, Gian Luca Vignale, Piergiorgio Comella, Sergio Cavallaro, Rocchino Muliere, Angela Motta, Mariano Rabino, Marco Travaglini, Gian Piero Clement, Wilmer Ronzani, Juri Bossuto, Sergio Dalmasso, Alberto Deambrogio, Ugo Cavallera, Luigi Ricca, Luca Pedrale, Elio Rostagno, Paolo Cattaneo, Alessandro Bizjak. E non per ultimi, i parlamentari Mauro Laus, Davide Gariglio e Stefano Lepri. 

In 18 a processo

Per altri 18 indagati invece è stata fissata al 28 ottobre l'udienza preliminare mentre in quattro hanno deciso di patteggiare. Tra coloro che fra poche settimane affronteranno il processo anche Angelo Burzi, Roberto Boniperti, Marco Botta e Michele Giovine, già finiti nei guai per la prima Rimborsopoli e che ora, in caso di condanne superiori ai 2 anni, rischiano il carcere. 

La vicenda

Secondo l’accusa, nel periodo compreso tra gennaio 2008 e febbraio 2010, i consiglieri - sia di centrodestra che di centrosinistra - durante la giunta regionale guidata da Mercedes Bresso - che non figura fra gli indagati - si sarebbero fatti rimborsare con denaro pubblico, un totale di circa 1 milione e 800mila euro di spese. A destare sospetti acquisti che non avevano certo valenza istituzionale: biancheria intima, panettoni, cioccolata, fiori, bottiglie di vino costosissime, gioielli, orologi e molto altro che difficilmente è spiegabile. Da qui le indagini per peculato. Quello aperto nel 2018 è il secondo capitolo di una maxi indagine sui rimborsi in regione Piemonte che era iniziata 10 anni prima.

La prima Rimborsopoli

Tutto questo viene dopo la prima Rimborsopoli, un procedimento analogo che riguardava l'uso "disinvolto" dei fondi destinato ai gruppi consigliari nella legislatura 2010-2014 a trazione leghista. Un'indagine per peculato che si è conclusa nel 2018 con la condanna definitiva dell'allora governatore Roberto Cota, assolto in primo grado nel 2016, e di 23 consiglieri. Anche in questo caso furono contestate agli imputati spese difficili da spiegare. Tra le migliaia di scontrini recuperati dalla guardia di finanza nel corso dell'indagine, la maggior parte figurava per l'acquisto di gioielli, capi di abbigliamento prestigiosi, elettrodomestici e addirittura serate nei night club. 
 

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