Decreto Salvini, Regione: "Cinquemila persone destinate a diventare irregolari"

Riformati gli Sprar

Cinquemila persone destinate a diventare irregolari in Piemonte e la causa potrebbe essere proprio il decreto Salvini. In Regione hanno manifestato la loro preoccupazione per il futuro, il governatore Sergio Chiamparino e l'assessore all'Immigrazione Monica Cerutti, a margine di un summit con i rappresentanti dei Comuni che ospitano gli Sprar e i responsabili di cooperative che li gestiscono. Il decreto sicurezza, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, prevede una riforma che di fatto smantella gli Sprar, non contemplando più la possibilità di offrire ospitalità ai richiedenti asilo o a chi aveva ottenuto il permesso umanitario. D’ora in poi negli Sprar potranno essere ospitati soli i rifugiati e i minori non accompagnati. Inoltre, il decreto prevede l'abrogazione stessa del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

 “Solo in Piemonte - spiega Cerutti - ci sono oggi almeno 5mila persone che rischiano di diventare irregolari. Delle 10380 accolte in questo momento nei Cas (Centri di accoglienza straordinaria), alcune di loro rischiano di finire con l’essere arruolate dalla criminalità organizzata”. I responsabili degli Sprar, il presidente Chiamparino e l’assessore Cerutti hanno concordato quindi la necessità di un tavolo permanente per monitorare l’evoluzione della situazione.

“Quello piemontese è un modello di accoglienza diffusa che funziona, e che spesso uso come esempio quando mi capita di parlare di immigrazione. – afferma Chiamparino - Non va dimenticato che l'esigenza di integrazione, che è la peculiarità del sistema Sprar, è un'esigenza che c'è e rimane per tutte le persone straniere che sono in Italia e che hanno diritto alla protezione o che sono in attesa di vederselo riconosciuto. Coinvolgeremo tutti i parlamentari piemontesi perché, in fase di conversione del decreto, apportino modifiche migliorative, anche in sintonia con quanto richiesto dall'ANCI”.

Si rischia di alimentare la criminalità

Come funzionava il sistema fino a oggi? Le persone richiedenti asilo e rifugiate soggiornavano nei Cas, in attesa di valutazione da parte delle Commissioni per il riconoscimento dello status o di un passaggio alla seconda accoglienza (Sprar). In genere, qui dimoravano per un anno e mezzo. “Valutiamo, in base alla nostra esperienza, che la metà dei richiedenti asilo non otterrà con le nuove regole il permesso di soggiorno - ricorda Cerutti - Inoltre se prima quelle a cui veniva rinnovato per motivi umanitari potevano stare abbastanza tranquille, adesso dovranno preoccuparsi: il permesso per motivi umanitari, per via del decreto sicurezza, non sarà rinnovabile”.

Dove andranno a finire tutte queste persone? “Sembra irrealistico che possano essere rimpatriate. Quindi staranno per le nostre strade in balia dei criminali - continua l'assessore - o nel migliore dei casi impiegati nel lavoro nero. Con l’aggravante che se prima i centri Sprar, gestiti dai comuni, accompagnavano queste persone in un percorso di inclusione sul territorio, ora diverse migliaia di migranti non avranno più punti di riferimento.

"Fino a oggi, almeno qui in Piemonte, questo il sistema Sprar è stato gestito in modo virtuoso e ha consentito di lavorare bene all’inclusione di uomini e donne in diversi Comuni del nostro territorio.  In due anni abbiamo più che raddoppiato le accoglienze, arrivando ad avere circa 2000 posti, attivati volontariamente dai Comuni piemontesi.  Ma adesso - conclude l'assessore - è urgente riflettere insieme su quanto sta accadendo, sull’impatto sul territorio e su future iniziative da prendere per evitare il peggio”.

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