Parco della Salute: Regina Margherita e Sant'Anna resteranno dove sono

Ma scoppia la polemica

Il Regina Margherita

Regina Margherita e Sant’Anna non saranno trasferiti nel nuovo Parco della Salute. Questo è emerso ieri in seguito all'incontro all'Anac, dove si è deciso che non ci sarà il dibattito pubblico e che per aumentare i 1040 posti letto, l'ospedale dei bambini e quello delle donne resteranno dove sono. Nell'area ex Fiat Avio, nella nuova struttura in cui saranno concentrate le attività ad alta complessità degli ospedali della Città della Salute, si trasferirà solo l'area delle Molinette.

No al dibattito pubblico 

Durante l'incontro, dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone, è stato ribadito ciò che era emerso già due giorni fa, cioè che procedere con il dibattito pubblico significherebbe azzerare le procedure e ricominciare daccapo. È stata quindi concordata una procedura tecnica di assoluta trasparenza, che non inficia la gara in corso e non comporterà ulteriori ritardi nella costruzione di un’opera così importante per la Sanità Piemontese e la Città di Torino.

Ma la decisione comunicata dall'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, di non spostare, almeno per un primo momento, Regina Margherita e Sant'Anna ha scatenato la querelle. Non è d'accordo sul mantenimento dell'autonomia dei due ospedali Marco Grimaldi Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione Piemonte a cui la cosa pare "una soluzione di comodo che rischia di snaturare il progetto del Parco della Salute".

La querelle

"La realtà unica di policlinico pediatrico del Regina Margherita - ha aggiunto - , ma soprattutto la ginecologia e l'ostetricia del Sant'Anna devono stare all'interno del Parco della Salute, perchè soltanto la presenza di reparti specialistici medici e chirurgici nella stessa struttura garantisce la sicurezza delle donne, che altrimenti potrebbero vedersi costrette a essere trasportate in ambulanza dal Sant'Anna al Parco della Salute".

Ad attaccare la decisione anche Cgil Torino e Piemonte che ha richiesto al più presto un incontro con l'assessore Icardi e con la collega Chiara Caucino, ribadisce come " la multi-disciplinarietà sia oggi indispensabile per il trattamento adeguato delle patologie". "Il futuro del materno infantile - si legge in una nota - sarà uno dei punti centrali su cui vogliamo confrontarci perché la salute delle donne non può essere considerata residuale anche in termini culturali".

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Anche Mauro Salizzoni, il luminare dei trapianti che oggi in Regione siede tra le fila del PD, contesta la decisione e ritiene che sia un errore soprattutto lasciare il Sant'Anna lì dove si trova. "Sarebbe grave - sottolinea - che le donne ricoverate al Sant’Anna e che necessitano l’intervento urgente di altre discipline, per esempio cardiochirurgia, radiologia, rianimazione, debbano essere trasferite in ambulanza in un altro ospedale più distante”.

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