La Provincia ricorre al Tar: "Tagli generalizzati e indiscriminati"

Spending review, Saitta: "I tagli impediscono la sicurezza di scuole e strade. La Provincia di Torino ricorre al Tar contro un Governo sordo e lontano"

"Le vacanze scolastiche per gli 80mila studenti delle superiori nei 315 Comuni del nostro territorio potrebbe cominciare con molto anticipo; se il Governo non rivede i tagli alle Province, non posso più farmi carico nemmeno del riscaldamento nei 160 edifici scolastici e sarò costretto a chiuderli per lungo tempo. Proprio pochi giorni fa il procuratore Guariniello pochi giorni fa ha lanciato un monito al Governo sulla sicurezza e la manutenzione delle scuole che condivido totalmente. Così come non potrò garantire la sicurezza dei 3.300 km delle nostre strade, molte delle quali in montagna, ora che arrivano le nevicate e il ghiaccio”.

Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta anticipa quello che potrà accadere alla luce dei tagli imposti dal Governo con un decreto firmato dal ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri: “questa mattina abbiamo deliberato un ricorso al TAR con il quale chiediamo la sospensiva all’attuazione della spending review adottata con criteri che perfino gli ispettori del Ministero dell’Economia dopo una verifica negli uffici di Palazzo Cisterna ad agosto hanno bocciato, scrivendo che avrebbero ‘conseguenze oggettivamente insostenibili’. Per la Provincia di Torino solo in questa fase finale del 2012 i tagli assommano a 26 milioni di euro, tagli generalizzati ed indiscriminati che non tengono conto degli sforzi già compiuti per razionalizzare le spese di personale e per liquidare i pagamenti alle imprese fornitrici”.

Saitta è convinto di avere fondati motivi per il ricorso al TAR, affidato da Palazzo Cisterna all’avv. Carlo Emanuele Gallo, amministrativista docente dell’Università di Torino: “chi ha speso molto per consulenze ed assunzioni - spiega Saitta - è meno penalizzato di noi che nel bilancio abbiamo una spesa di personale limitata al 21,29% della spesa corrente, contro la media nazionale che supera il 30%. Ad un Governo sordo e lontano, non mi resta che rispondere a colpi di ricorsi”.

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