Regione, una proposta per il riconoscimento giuridico dei parcheggi rosa

Al momento non sono previsti dal codice della strada

La Regione Piemonte chiede il riconoscimento giuridico dei "parcheggi rosa". È stata infatti approvata dal Consiglio regionale la proposta di legge al Parlamento "Modifiche al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) e istituzione del contrassegno famiglia". L'atto, che ha come prima firmataria la Consigliera dei Moderati Stefania Batzella, punta al riconoscimento giuridico dei posti auto riservati alle donne in gravidanza e ai genitori che trasportano figli di età non superiore ai 3 anni.

Un contrassegno dedicato

La proposta di legge, che era stata sottoscritta da gran parte consiglieri e che ora sarà trasmessa alla Camera della Deputati, è composta da 5 articoli. Prevede l’istituzione di un contrassegno di famiglia, strettamente personale e di colore rosa, non vincolato ad uno specifico veicolo e con valore su tutto il territorio nazionale, grazie al quale le donne in gravidanza e i genitori di bambini fino ai 3 anni potranno usufruire di parcheggi riservati, istituiti dai Comuni.

Modifica del codice della strada

I cosiddetti parcheggi rosa, che negli ultimi anni si sono diffusi in diversi Comuni piemontesi, grazie alla sensibilità delle singole amministrazioni, non hanno alcun valore giuridico, perché non sono previsti dal codice della strada e pertanto, il rispetto degli spazi è ancora affidato soltanto alla cortesia e al buon senso dei cittadini. La proposta di legge quindi, prevede la modifica di due articoli del codice della strada proprio per renderli giuridicamente validi.

“Non si tratta di sottrarre posti auto alle altre categorie, come quelle dei disabili, delle forze dell’ordine o di soccorso – precisa Batzella - ma di regolarizzare quelli che già ci sono e di istituirne di nuovi per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Avere a disposizione un parcheggio riservato, ad esempio vicino agli ospedali, agli ambulatori medici, alle farmacie può rappresentare un valido aiuto. In questo modo – conclude la consigliera dei Moderati – sarà possibile istituirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e sanzionare chi non li rispetta o li utilizza in modo improprio”.

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