Giochi 2026, tramonta il sogno olimpico per Torino: le candidate sono Milano e Cortina

Chiamparino rilancia: "Coinvolgiamo almeno le montagne torinesi"

La Cerimonia di apertura di Torino 2006

Per Torino non c'è più nulla da fare. Il sogno olimpico bis questa volta si è infranto in maniera definitiva. Sarebbe infatti ufficiale la candidatura di Milano e Cortina per l'Italia ai Giochi Invernali del 2026: una notizia che arriva dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della riunione di Giunta.

"Il Coni ha ufficializzato che la candidatura italiana per i giochi olimpici invernali 2026 sarà quella di Milano-Cortina. Siamo felicissimi di questa scelta - ha aggiunto -. Adesso dobbiamo cominciare a lavorare alacremente affinchè la candidatura venga approvata anche dal Cio". La svolta è arrivata con il Consiglio dei ministri, ponendo fine definitivamente e senza possibilità di ripensamenti, all'ipotesi di una candidatura triplice nella quale inizialmente doveva essere compresa anche Torino. Possibilità che era stata comunque bocciata dal Governo, più di dieci giorni fa. 

E giovedì 4 ottobre, a Venezia, si terrà la prima riunione operativa per il progetto Milano-Cortina. Ad annunciarlo Luca Zaia, governatore del Veneto: "Siamo ovviamente felicissimi di questa scelta. Ringrazio il governo, il Coni e tutti gli interlocutori che in questi mesi hanno lavorato per questa candidatura che onoreremo lavorando a testa bassa, perché rimanga nella storia come un'Olimpiade memorabile". 

Chiamparino rilancia

Ma il presidente Chiamparino commenta la decisione e rilancia in extremis, proponendo un ruolo per le montagne olimpiche torinesi, escludendo questa volta il capoluogo sabaudo: "Non è certo una sorpresa, purtroppo me lo aspettavo - si legge su Facebook -... ero stato il primo a dire che sentivo puzza di bruciato dopo la decisione del sottosegretario Giorgetti di far saltare il tavolo a tre e, pochi minuti dopo, far emergere la candidature a due. Ma se c'è una possibilità di recuperare, senza Torino, un ruolo per le montagne olimpiche torinesi, la Regione c'è.

La polemica

E dopo i fischi rivolti a lei  al PalaAlpitour, durante la finale mondiale di pallavolo maschile - forse proprio per la mancata candidatura della città alle Olimpiadi 2026 -  Chiara Appendino ora deve incassare le critiche dei suoi avversari politici. “Se ha un briciolo di dignità Appendino si dimetta immediatamente da Sindaco di Torino - commentano Augusta Montaruli, parlamentare torinese di Fratelli d’Italia, e Maurizio Marrone, dirigente nazionale FDI -, assumendosi la responsabilità del boicottaggio messo in campo sin dal principio dalla sua maggioranza consiliare grillina e senza scaricare il barile su complottismi ridicoli del suo stesso governo pentastellato. Anche Chiamparino farebbe meglio a tacere, dal momento che l’impegno promesso per rimettere in gioco Sestriere e le valli si è rivelato ancora una volta una boutade elettorale”.

A commentare la débacle della città anche la consigliera del Pd, Chiara Foglietta: "Torino è ufficialmente fuori dalla possibilità di essere una candidata ad ospitare i giochi olimpici e paraolimpici nel 2026 - scrive su Facebook -. Dopo mesi di dibattiti sui giornali, qualche seduta in consiglio comunale e le minacce della sindaca Appendino di lasciare la sua poltrona, la nostra città e le valli olimpiche perdono un’importante sfida che avrebbe potuto rilanciare i nostri territori ereditari di quanto era stato già fatto per il 2006. Questa è l’ennesima partita che Torino perde  - conclude - a causa di una politica senza visione, egocentrica e senza coraggio. Il governo del cambiamento in salsa sabauda ci sta allontanando sempre più dalle grandi opportunità".

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