Museo della Resistenza senza direttore da febbraio, Salizzoni: "Le istituzioni devono agire"

L'ente museale è senza una guida da quando Guido Vaglio ha rassegnato le dimissioni

Il Museo Diffuso della Resistenza manca di una direzione dallo scorso febbraio, da quando cioè Guido Vaglio ha rassegnato le sue dimissioni. La situazione di incertezza che si è creata per questa realtà culturale torinese e piemontese, com'è evidente, si protrae da troppo tempo e comincia a diventare insostenibile in particolar modo per il personale: "

"È giunta ora che le istituzioni, Comune di Torino e Regione Piemonte - così in una nota Mauro Salizzoni, luminare dei trapianti, oggi vice presidente del Consiglio regionale del Piemonte - , dimostrino concretamente di credere nel Museo, risolvendo il problema della direzione, garantendone la sostenibilità finanziaria, tutelando i dipendenti. Quanto prima incontrerò il Presidente Roberto Mastroianni per un approfondimento delle varie problematiche". Da luglio il museo ha infatti un nuovo presidente, Mastroianni, che succede a Franco Quesito.

Il Museo Diffuso, che ha sede in corso Valdocco presso il settecentesco palazzo juvarriano dei "Quartieri Militari", è stato negli anni un partner importante per il Comitato Resistenza e Costituzione e a fine anno è in scadenza la convenzione quinquennale con il Consiglio regionale. "Chiederò al Presidente Stefano Allasia - ha aggiunto Salizzoni - di affrontare quanto prima la questione, così da garantirne il rinnovo. Occorre però, che Cirio e l’assessora Poggio escano dal silenzio e assumano impegni precisi".

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E sollecita: "Sarebbe forse urgente mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati, Comune e Regione in primis, ma anche Polo del ‘900 e Comitato Resistenza e Costituzione, per trovare soluzioni condivise per la valorizzazione del Museo e dei valori che esso custodisce e rappresenta. Se c’è davvero interesse, ci si muova subito".

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